I renziani ne erano convinti già ieri mattina come lo erano stati per tutta la settimana. Il Crocetta quater non vedrà la luce, nonostante le parole del governatore se prima non ci sarà l’accordo economico almeno di  massima. Non ci sono le condizioni per dar vita ad un governo che rischierebbe di essere la causa scatenante della fine anticipata della legislatura fornendo un alibi ai detrattori del governatore.

Ma dalle prime ore della giornata di ieri tutti gli 11 assessori di Crocetta (o quasi) hanno ricevuto una telefonata del governatore che li avvisava che entro proprio entro la giornata di ieri ci sarebbe stata la nuova giunta. Così tutti si sono affrettati a firmare e comunicare atti. Fra venerdì e ieri la produttività assessoriale è decuplicata: non proprio un bel segnale nei confronti della pubblica opinione.

Ma dettagli (non secondari) a parte a tenere banco è stato l’ultimatum che il governatore ha affidato, ancora una volta, a canali non ufficiali per poter cambiare idea. Il tempo è scaduto, aveva detto in pratica il governatore ai partiti.

“Potevo scegliere tra un governo del presidente o un governo politico, ho scelto quello politico e lo proporrò fino alla fine. Ma non c’è’ più tempo, basta col giochetto delle percentuali”.

Di fatto una dichiarazione ancora sibillina visto che da un lato lasciava intendere che in giornata avrebbe fatto il governo ma dall’altro ribadiva di aver scelto la politica e non il governo del presidente.

Ma secondo l’opposizione interna non si tratta di una scelta, ma di una necessità. Nessuno vuole andare nell’ennesimo governo del Presidente. Chiunque sia stato interpellato ha ringraziato e declinato l’invito. C’è una diffusa paura di ‘bruciarsi’ in una simile esperienza di corto respiro e restare, poi, incastrati cucendosi addosso il marchio dell’infamia politica.

Dunque Crocetta non ha più nessuno da chiamare al capezzale della giunta, tranne forse Antonio Fiumefreddo, e sceglie la strada del governo politico. Ma ‘senza soldi non si canta messa’ dice un vecchio adagio siciliano che si addice all’attuale situazione. Nonostante Crocetta sostenga che “legare l’esito del vertice di oggi a Roma con la formazione della nuova giunta regionale è chiaramente strumentale” non si capisce come un governo fatto senza accordi romani sul vil denaro possa pensare di andare avanti senza i fondi per la gestione ordinaria della macchina regionale.

Ma da Crocetta c’è da aspettarsi di tutto. Per questo il colpo di mano non è impossibile e potrebbe arrivare in qualsiasi momento. Ma nel frattempo la giunta annunciata entro ieri non è arrivata. I motivi sono chiari: le nomine avrebbero causato un no deciso dei renziani a prendervi parte ed appoggiarla. Un altrettanto chiaro no dei cespugli Pdr e Sicilia Democratica per le Riforme oggi insieme in Sicilia Futura.In dubbio ci sarebbe stato anche il Megafono Psi che a questo punto è diffidente.

In pratica Crocetta avrebbe potuto fare la giunta solo con qualche amico suo personale come Fiumefreddo e Lo Bello, con  Luisa Lantieri per l’ultimo cespuglio rimasto, forse avrebbe convinto il Megafono ma si sarebbe trovato di fronte al problema di poter contare solo su un terzo della già risicata forza politica fin qui avuta a sostegno.

Mentre Crocetta giocava a fare il duro, però, qualcosa è successo per venirgli parzialmente in soccorso. Ncd, infatti, rinuncia all’ingresso in giuta. dopo una lunga polemica interna arriva il no definitivo da Roma confermato da uno dei coordinatori regionale come Dore Misuraca. appoggio esterno per le Riforme ma non assessore. Una scelta politica che però risolve uno dei tre problemi visto che per accontentare tutti Crocetta avrebbe avuto bisogno di 15 posti invece dei 12 assessori. senza Ncd, se anche lui rinuncia a Fiumefreddo numericamente resta un solo nodo da sciogliere

E sul piatto potrebbe esserci la testa di Alessandro Baccei, l’assessore all’Economia inviato da Renzi col quale ha sempre avuto un rapporto conflittuale. Faraone lo ha difeso blindandolo come l’uomo necessario per l’accordo con Roma ma lui, Baccei, da tempo ha voglia di andarsene. Sembra che viva male l’inchiesta a suo carico oltre le enormi difficoltà di far quadrare tutto. Questa potrebbe essere la volta buona anche perché la sua permanenza in giunta sbarra la strada all’ingresso di Antonello Cracolici che da tempo cerca di ottenere una poltrona e vorrebbe proprio quella.

Dunque nessuno vuol fare l’assessore senza l’accordo con i partiti ma se l’accordo ci sarà è difficile che cambi qualcosa davvero ed è concreta la possibilità che il Crocetta quater sia, alla fine, una copia del Crocetta ter con qualche piccolo innesto. Alla fine i renziani potrebbero accordarsi con 3 assessori Baccei compreso e in questo caso potrebbe cambiare solo Vania Contraffato e restare in sella Baccei e Gucciardi. O forse neanche lei che potrebbe essere sostituita da Giuseppe Laccoto in un governo tutto politico. Gli altri 3 assessori Pd sarebbero due per Cracolici che senza il bilancio non entrerebbe personalmente: si parla di Bruno Marziano e Filippo Panarello mentre l’area Lupo potrebbe confermare Purpura anche se Crocetta vorrebbe proprio lui, Peppino Lupo.

L’Udc è abbastanza chiaro che confermerà Pistorio e si attende il secondo nome che potrebbe non essere quello di Patrizia Valenti fin qui fatto, Il Pdr ne vuole due sostituendo Croce e facendo spazio a Lentini al posto forse di Rosaria Barresi, il Megafono punta su Di Giacinto e l’assessore del Presidente sarebbe Mariella Lo Bello.

In questo quadro piovono le proteste di chi è rimasto in area Sicilia Democratica perché Luisa Lantieri vedrebbe sparire la propria candidatura e per questo Crocetta resiste alla doppia richiesta del Pdr anche se lui stesso vorrebbe piazzare almeno un’altra pedina. C’è, poi, il nodo delle donne. In questo modo in giunta ce ne sarebbero solo due entrando anche la Valenti, nessuna nel Pd. Per questo all’interno del partito c’è chi spinge per non far entrare Bruno Marziano indicato come uomo di Crisafulli e fare spazio ad una donna.

In questo clima Crocetta vola a Roma a parlare ci conti in rosso e di soldi necessari per fare il bilancio. Ma se anche dovessero arrivare il miliardo e 400 milioni necessario, occorrerebbe sciogliere questi nodi per far la giunta. Una giunta, comunque, che avrebbe due scelte: governare ingessata senza far una sola scelta perché in bilancio non c’è nulla di più dei soldi per l’ordinaria amministrazione oppure tirare fino a giugno, massimo luglio contando su nuove trattative per nuovi fondi da qui alla prossima estate