Nottataccia per Litterio, il tweet di Barrientos non gli ha fatto chiudere occhio (“Mi pigghiai u’sympatol e poi a’coramina, chi belli vuccati di vilenu!”). Un’altalena di emozioni per la cattiva notizia, fortunatamente poi rientrata. È tutto risolto, il Pitu resta e a Palermo ci sarà.

Il tragicomico personaggio di Enrico Guarneri è un inguaribile tifoso di calcio, le sue passioni sono la carriola e il pallone (“O’paisi siamo in centoventotto e seguiamo tutti la squadra quando gioca in trasferta. Però lasciamo un cartello: torniamo subito!”). Naturalmente questo vale solo per la squadra do’paisi, in caso di derby le cose cambiano.

“Il Catania è una realtà meravigliosa, ha grande personalità e gioca un calcio spumeggiante. Con un paio di innesti questa squadra è da Europa. Il lavoro del passato, prodotto dal binomio Pulvirenti – Lo Monaco, si è rivelato intelligentissimo e sta dando risultati prestigiosi. A Palermo non si può dire lo stesso, è stata smantellata una squadra da Uefa. Però sarà una partita difficile, i rosanero giocheranno col cuore per via della classifica e perché ci saranno molti rincalzi (tra squalificati e infortunati) desiderosi di mettersi in mostra”.

C’è stata una svolta epocale, Pietro Lo Monaco sarà dall’altra parte della barricata.

“Non mi provoca alcun effetto, se non dal punto di vista umano. Non c’è più il legame alla bandiera, alla maglia per intenderci. Ai miei tempi c’erano Mazzola e Facchetti, Rivera e Franco Baresi, elementi che facevano da simbolo per la propria squadra. Ed erano il vero punto di riferimento per i tifosi. Oggi anche i calciatori, come i dirigenti, li ritrovi prima da una parte e poi dall’altra”.

C’è un derby che non hai mai dimenticato?

“Quello del 4 – 0 a Palermo con il gol spettacolare di Mascara. Ecco, quella rete potrebbe fare da spot per ogni occasione in cui Palermo e Catania si incontrano. C’è anche un gol di Cavani? Non ce lo ricordiamo…”.

Pensi che la rivalità possa trasformarsi in altro?

“Penso proprio di sì. Una pianta muore senza radici, così è il mio amore per la sicilianità, la devozione che nutro per questa terra. Tifo per il Catania, naturalmente, ma amo profondamente le mie radici e sono convinto che si tratti di una guerra tra poveri che non conduce a nulla di buono. Il calcio è evasione, assolve ad una importante funzione sociale: stempera l’aggressività e per un paio d’ore ti fa dimenticare i problemi quotidiani. Piuttosto proporrei una coalizione, una specie di Lega Sicula per difenderci dal potere arrogante delle settentrionali. Avete sentito Marotta dopo Catania – Juve? Avrebbero ugualmente vinto anche se il gol fosse stato convalidato. Litterio direbbe: siamo nel mondo delle supposte…”.

Se la formazione dovesse farla Litterio, chi schiererebbe?

“Il terzino della squadra do paisi. È soprannominato il mastino, sempre attaccato ai polpacci degli avversari”.