“L’Eni deve convincersi che se ha bisogno di cambiare i presupposti della produzione, la Cisl è disponibilissima, ma non possiamo mettere in conto di diversificare sul piano industriale quella realtà”, così il leader della Cisl Raffaele Bonanni che da Palermo ha analizzato la vertenza degli stabilimenti Eni di Gela e Priolo precisando che occorre “trovare delle soluzioni affinché rimanga in piedi l’attività produttiva”.

Bonanni ha detto di temere per le raffinerie siciliane in questione una “nuova Termini Imerese, ma il tema è fare in modo che questo non avvenga con un’iniziativa congiunta”.

Solo due anni fa, infatti, la stabilimento Fiat chiuse i battenti  mettendo tutti gli operai in cassa integrazione, una serrata che ha fatto sprofondare in una crisi profonda soprattutto la zona di Termini Imerese: erano tanti i cittadini impiegato nella fabbrica Fiat e nelle altre strutture dell’indotto.

Oggi  la vertenza Gela sarà discussa  in consiglio comunale dove l’assemblea elettiva cittadina si riunisce in seduta straordinaria e urgente insieme con la giunta gelese e i sindaci del territorio alla presenza del governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, mentre si teme che la battaglia sindacale in difesa della raffineria Eni possa di avere ripercussioni anche sull’estrazione del petrolio dai pozzi di Ragusa.

Ieri il leader della Cisl è stato ospite dell’azienda 3Sun di Catania dove ha partecipato ad un incontro sulla nascita del Distretto Sud-Est.

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