“Se fossero vere le indiscrezioni che apprendiamo dalla stampa per il governo Crocetta si aprirebbe una stagione difficile che noi non volevamo e che nella mia qualità di segretario del Pd siciliano non posso accettare. E’ evidente che non posso sottostare a questa forzatura”.

Il segretario regionale del Pd Fausto Raciti appare ancora frastornato ma non ha dubbi, il pd siciliano mollerà il governo Crocetta. Difficile dire cosa accadrà all’interno del suo partito visto che, invece, da Roma è arrivato ancora una vola il via libera alla forzatura di Crocetta, sembra direttamente dal segretario nazionale Matteo Renzi.

Il Presidente della Regione lo ha fatto di nuovo, così come era avvenuto per la sua prima giunta. I nomi li sceglie lui ma non senza condivisione di pezzi dei partiti e li detta sotto forma di indiscrezioni che fuggono poco alla volta mentre ancora gli alleati non lo credono possibile.

Ecco la nuova giunta con i nomi che arrivano alla spicciolata: Ai Beni Culturali approda Antonio Fiumefreddo, il catanese molto contestato ma proposto con forza dai Drs che hanno ottenuto la sua nomina. All’economia, invece, arriva Giuseppe Bruno, avvocato piddino della prima ora e vicino all’area giovane di Renzi.

Proprio Matteo Renzi avrebbe dato personalmente i nomi a Crocetta (il tramite sarebbe Davide Faraone ringraziato pubblicamente proprio da Crocetta) e fra questi ci sarebbe l’altro esterno destinato all’energia e Rifiuti al posto di Nicolò Marino. Si tratta di Salvatore Calleri presidente della Fondazione Caponnetto.

Ai tre nuovi i cui nomi sono già circolati si aggiungono i 4 assessori riconfermati anche nei ruoli: si tratta di Lucia Borsellino alla salute, Michela Stancheris al turismo, Linda Vancheri alle Attività produttive, Nelli Scilabra alla Formazione.

Accordo raggiunto anche con l’Udc che si accontenta di due assessori al posto dei tre che chiedeva ma otterrà in cambio la vice presidenza che potrebbe andare proprio alla fedelissima di Gianpiero D’Alia non ché assessore uscente Patrizia Valenti che potrebbe, però cambiare delega.

Mancano solo quattro nomi per completare la nuova giunta (anche se una casella è già occupata da un uomo dell’Udc del quale non si conosce l’identità) e stasera alle 22 Crocetta ha convocato l’esecutivo nella sua vecchia formazione per comunicare agli assessori non riconfermati la revoca del mandato e ufficializzare i sostituti. Una giunta slittata a ora tarda al termine della quale usciranno i nomi mancanti.

Per il Pd nazionale parla Lorenzo Guerini: “Nessuna copertura così come nessuna distanza. Le decisioni sugli assetti di governo regionale competono al Presidente e ai livelli politico-regionali”. Da Roma, però, fanno anche sapere che del rimpasto nella giunta Crocetta per il Pd nazionale si occupa Davide Faraone.

Una dichiarazione che induce, in serata, Raciti ad intervenire con una nota ufficiale: “Domani il Pd farà i nomi della sua delegazione per il nuovo governo alla Direzione regionale – dice -. E’ curioso che nella giornata di ieri il Presidente si sia voluto accertare che non fosse nostra intenzione accelerare sul rimpasto di Giunta”.

Mancano pochi minuti alla mezzanotte quando il quadro si completa con la riconferma di un altro degli assessori uscenti: Mariarita Sgarlata e la nomina di altri tre nuovi assessori ovvero Nico Torrisi, imprenditore turistico catanese, secondo assessore in quota Udc, Roberto Agnello, avvocato, esperto di bilancio, ha lavorato presso il Ministero della Salute assessore in quota Pd (potrebbe andare lui all’Economia e non Bruno) e Paolo Ezechia Reale, avvocato siracusano in quota Articolo 4.

Si tratta di professionisti di grande valore, – dice Crocetta – di uomini che scelgono di combattere per liberare la Sicilia e favorire il suo processo di
rinascita economica e sociale”. Ma Crocetta lascia sul piatto della discussione con i partiti una sorta di contentino nel tentativo di evitare la spaccatura totale. Offre a tutti la possibilità di discutere sugli incarichi di ciascun assessore: “Da questo momento  le deleghe sono politicamente azzerate, verranno discusse insieme ai partiti sulla base dell’utilizzo ottimale delle loro competenze e professionalità. La mia – conclude il presidente – non è una decisione autoreferenziale, ma vuole essere in sintonia con la società, la politica e i partiti che spero non creino più ulteriori spettacoli perché la Sicilia ha bisogno di decisioni e anche in tempi rapidi”.