Si è svolto oggi a Palermo il convegno “Sblocca Italia per sbloccare la Sicilia”, organizzato dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, dall’Autorità portuale di Palermo e dall’Ordine degli Ingegneri.

All’incontro, al quale è intervenuto un folto pubblico, tra cui il segretario di Assoporti Paolo Ferrandino, hanno partecipato il presidente dell’Autorità portuale di Palermo, Vincenzo Cannatella, che ha aperto i lavori, Alessandro Albanese, presidente della Società degli Interporti siciliani e Confindustria Palermo, Giovanni Margiotta, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Palermo, Dario Lo Bosco, presidente Rete ferroviaria italiana spa, e Giovanni Pizzo, assessore delle Infrastrutture e della Mobilità della Regione siciliana.

Ha tirato le conclusioni il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Riccardo Nencini: “Non abbiamo abbondanza di fondi, quindi siamo obbligati a fare delle scelte precise. Le piccole misure non sono competitive nel mondo globalizzato, per questa ragione serve progettualità e servono scelte strategiche. Tra Sblocca Italia e legge di stabilità, contratto di servizio con le Ferrovie e Anas, per tutto il comparto logistico e dei trasporti per la Sicilia sono previsti tra i 10 e mezzo e gli 11 e mezzo miliardi di euro. I fondi impegnati la dicono lunga sull’impegno del Governo in Sicilia: è lo stanziamento più grosso fatto in Italia, insieme ad altre due Regioni. Sono risorse impegnate per l’alta velocità, sulla linea Palermo-Messina-Catania, sul porto di Palermo, per opere Anas e opere negli aeroporti. Si tratta, in larga parte, di cifre già stanziate, altre in parte sono opere in progettazione, altre attendono finanziamenti che sono inseriti nello Sblocca Italia e spero possano arrivare entro maggio prossimo. È il caso della metropolitana di Palermo e la Circumetnea di Catania che sono opere prioritarie. Andranno sicuramente incentivati i rapporti con i privati”.

Il presidente Cannatella ha spiegato: “La pianificazione strategica della portualità e della logistica, richiesta dal dl “Sblocca Italia” e presentata dall’Autorità portuale di Palermo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, contiene alcuni interventi prioritari relativi a progetti in corso di realizzazione o da intraprendere. Tra questi, nel porto di Palermo sono previsti il dragaggio del bacino Vittorio Veneto sud e del canale di accesso per adeguare i fondali alle navi, soprattutto da crociera, sempre più grandi e con elevato pescaggio, e il completamento dei lavori di restyling e di adeguamento funzionale del terminal crociere per consentire il potenziamento dei servizi di imbarco/sbarco e transito dei crocieristi, anche in relazione alle esigenze di security. Sono previsti, tra l’altro, un collegamento pedonale tra il terminal crociere, il varco Amari e l’adiacente parcheggio, oltre all’installazione di nuove passerelle mobili per l’imbarco/sbarco dei passeggeri. Un altro intervento riguarda il completamento del bacino da 150 mila TPL, a supporto del rilancio della cantieristica navale. Si pensa all’acquisizione dell’ex stazione ferroviaria Sampolo, una zona limitrofa al porto, con la previsione di un collegamento diretto, al fine di realizzare un’area di sosta per i mezzi pesanti destinati all’imbarco su navi ro-ro. Infine, tre le priorità, la strada di collegamento tra il porto e la viabilità primaria (circonvallazione). Il porto di Termini Imerese ha grandi potenzialità di sviluppo nel settore delle merci convenzionali. Gli interventi proposti riguardano il lavoro di dragaggio per portare a 10 metri la profondità degli specchi acquei antistanti alla diga foranea, alla banchina di riva e al molo trapezoidale nord. Ritenuti determinanti anche i lavori di completamento del molo foraneo di sopraflutto, e quelli di completamento del molo sottoflutto”.