Il referendum di Caltagirone con il “no” bulgaro all’accordo Pd-Mpa, Casini “pacificatore”, il nodo della fiducia a Bondi che “aprirebbe” a uno scenario inedito di nuova amicizia tra i terzopolisti e Silvio.

Tematiche importanti, che lasciano intravedere – nell’annunciato incontro, domani a Palazzo Grazioli, tra il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo e il premier – possibilità inesplorate. Ufficialmente, si discuterà di fondi Fas, di federalismo. Ma non si esclude comunque un passo indietro rispetto alle scelte politiche compiute fino ad oggi.

“Il rapporto con il Partito Democratico resta privilegiato – ha detto il governatore -, malgrado il referendum di Caltagirone, dove hanno votato solo duemila persone”. Ma il  governatore siciliano, che già alcuni giorni fa – lo avevamo scritto – aveva aperto al Pdl, rispondendo a distanza al co-coordinatore Castiglione, minimizzando sull’incontro (come sua abitudine, quando vuole dare massima visibilità ad una iniziativa), lancia un segnale forte. Che fa fibrillare organi di stampa e possibili alleati. Che potrebbero dileguarsi qualora la strada col Pd proseguisse anche a livello nazionale ma con l’innesto di Di Pietro e Vendola.