“Partiamo da un presupposto: deliberatamente o meno, non è stato colto il punto che noi riteniamo fondamentale e cioè che per noi questa stabilizzazione è un fatto moralmente e finanziariamente irrinunciabile e andremo avanti fino al raggiungimento dell’obiettivo. Stiano certi quanti intendano giocare, speculare o mettersi di traverso”.
Lo afferma sul suo blog il presidente della Regione Raffaele Lombardo, che conferma la volontà del governo regionale di ricorrere alla Corte costituzionale. “Si tratta di 22.500 persone e delle loro famiglie, precari da 18 o 20 anni, che non possono essere licenziate e che non possono continuare a vivere con l’incubo e l’incertezza di una proroga che arriva o meno.
L’anno scorso rischiammo di non poter approvare l’ennesima proroga e i ‘quattro paladini di Francia’, i parlamentari nominati dai padroni e messi là per eseguire gli ordini e non per difendere gli interessi dei propri cittadini, si sono messi di traverso. Più avanti si va e più difficile sarà ottenere le proroghe. Possiamo consentire che 22.500 persone che hanno quei titoli di cui gli enti locali non possono fare a meno, che non costano un euro in più, la cui stabilizzazione ci sottrae al rischio di pagarla cara, che questa gente continui così per altri cinque o dieci anni? Sarebbe stato immorale, indecente e ingiusto.
Il commissario dello Stato ha impugnato alcuni punti, gli altri domani saranno promulgati: la stabilizzazione si può fare, il finanziamento che dà la Regione non viene conteggiato ai fini del calcolo per cui la spesa del personale non può superare il 40%. Alcune categorie di precari devono fare i concorsi? Bene. In questi concorsi c’è una riserva del 40% per i dipendenti, l’altro 60% si individua per titoli e per esami. Si può nell’individuare i titoli non tenere in conto l’esperienza portata avanti da anni? Impossibile.

Il percorso della stabilizzazione è partito grazie alla determinazione del governo e andrà in porto. Ricorreremo davanti alla Corte Costituzionale contro questa bocciatura – conclude il governatore -, è nostro diritto e lo faremo“.

Il governatore parla pure della Fiat di Termini Imerese. “ Il ministro – dice Lombardo – parla di ipotesi di scuola che può essere esportata: il sostegno della Regione e quello del governo, insieme agli imprenditori che ci credono, consentono, se tutto va bene, e noi siamo lì a vigilare e per partecipare alla costruzione di questa ipotesi, di determinare 3.300 posti di lavoro anziché 1.800. Non solo auto quindi – aggiunge Lombardo -, ma un polo di lavoro e sviluppo molto importante. Sulla vicenda Cesame si dovrebbe riprendere la produzione dei sanitari. Abbiamo altre vertenze aperte. Non possiamo pensare né al sussidio eterno né al fallimento dell’industria. Bisogna aiutare
l’industria a riprendere a camminare sulle proprie gambe”.