Penso di esercitare il meno possibile questa presidenza dimezzata. Da domani conto di stare a Palermo solo due pomeriggi alla settimana e di mettermi in giro per la Sicilia. Soprattutto, a Catania, dove voglio tornare a tuffarmi tra la gente che queste dimissioni le vive in modo negativo”. Raffaele Lombardo spiega così a Lillo Miceli del quotidiano “La Sicilia”, cosa farà a partire da questo pomeriggio, quando porrà fine alla sua esperienza di governo della Regione siciliana rassegnando le dimissioni davanti ai deputati dell’Ars. 

Alla domanda su cosa gli sia pesato di più in questi quattro anni e mezzo al vertice della Regione, Lombardo ha risposto: “So state tante le emrgenze a condizionarmi. Secondo me, si può fare il presidente della Regione, stando lontano da questo palazzo dove i piccoli problemi prendono il sopravvento sull’azione di governo. Ogni giorno c’è allmeno uno scipero con delegazioni da incontrare. La sera non posso mai andare a cena come le persone normali perché lavoro anche oltre la mezzanotte”.

Lombardo dichiara di non avere mai pensato che con il suo approdo a Palazzo d’Orleans si fosse aperto un ciclo. “Non ho mai pensato a due mandati… quando ho deciso di dare un taglio al vecchio sistema, mi sono reso conto che sarebbero scoppiati parecchi conflitti… Certo, non avrei mai immaginato dimissioni anticipate”.

E riguardo le sue vicende processuali, alla base delle sue dimissioni, il presidente spiega: “La vicenda giudiziaria incide, anche se non ho alcun rinvio a giudizio. Anzi, ci sono state tre richieste di archiviazione della stessa accusa e non sono mai stato interrogato. Mi è stato negato un processo che stava per concludersi per la sopravvenuta ‘aggravante’. Dall’1 agosto potrò difendermi senza quelle cautele che il ruolo di presidente impone”.

Lombardo dichiara che si dimetterà anche per scelta politica: “Non volevo che la Sicilia fosse merce di scambio negli negli accordi dei partiti nazionali… c’è una ttacco al’autonomia senza precedenti”.

Sul paventato rischio default della Regione siciliana, Lombardo è convinto che si sia trattato di “una campagna politica, non è successo nulla. Abbiamo pagato la rata di mututo e pagheremo gli stipendi, anche 4.550 precari del comparto regionale stabilizzati. Mi batterò anche perché venga assicurata la certezza di un lavoro stabile anche ai precari delgi enti locali, che sono a spese della Regione e dei Comuni”.

Al presidente dimissionario prima di lasciare Palzazzo d’Orleans sarebbe piaciuto “risanare il bilancio e rimetterlo sui binari della corretta spesa. Certamente, sulla spesa dei fondi europei simao rimati indietro, ma perché c’è un apparato che è molto lento..

Raffaele Lombardo esclude, infine, doi tornare a calcare il palcoscenico della politica: “Mi dedicherò all’agricoltura, alla cultura, ad ordinare i miei appunti e a collaborare piàù attivamente ala mia difesa fatta di accusa infondate. Soprattutto mi dedicherò a mia moglie e ai miei figli. Questo lavoro a ritmi barbari mi ha fatto perdere la continuità nel praticare la mia fede cristiana. Farò qualche lettura, magari guidata da qualche mio amico sacerdote. Il mio mondo è quello dei salesiani”.