Don Corrado Lorefice, Arcivescovo di Palermo, oggi ha aperto la porta santa al santuario di Monte Pellegrino. Ieri era stata aperta quella del Santuario di Altavilla Milicia.

Il nuovo capo della diocesi palermitana ha affrontato di nuovo i temi in cima alle priorità della chiesa di Papa Francesco in occasione del Giubileo straordinario, iniziato a Roma per la solennità dell’Immacolata, a 50 anni dalla chiusura del Concilio Vaticano II, attraverso l’apertura di quattro porte sante.

Nell’omelia ha parlato dei poveri, dei senza casa, dei cassaintegrati, di chi cerca lavoro. Ha chiesto a tutti i fedeli di aprire le proprie case ai poveri. Nella Diocesi di Palermo sarà possibile lucrare l’indulgenza plenaria in quattro Chiese.

La prima porta santa ad essere aperta sarà quella della Chiesa Cattedrale di Palermo aperta domenica 13 dicembre. La seconda sarà nella porta santa del Santuario Mariano Diocesano Madonna della Milicia di Altavilla Milicia aperta ieri.

Oggi è stata la volta del Santuario di Monte Pellegrino e giovedì 24 dicembre, alle ore 17 la porta santa sarà aperta nella chiesa di via Decollati della Missione Speranza e carità.

Quella di oggi e quella del 24 saranno presiedute dall’Arcivescovo Corrado Lorefice. Elemento caratteristico del Giubileo – come spiega il Santo Padre nella Bolla di indizione – sarà l’indulgenza che dimostra “il perdono di Dio per i nostri peccati non conosce confini”. Tuttavia, mentre nel sacramento della Riconciliazione i peccati vengono cancellati dal perdono di Dio, con l’indulgenza il peccatore viene liberato “dall’impronta negativa”, “da ogni residuo della conseguenza del peccato”, che rimane “nei nostri comportamenti e nei nostri pensieri”. In questo senso, chi ottiene l’indulgenza, viene “abilitato ad agire con carità, a crescere nell’amore, piuttosto che a ricadere nel peccato” stesso.

Per lucrare l’indulgenza occorre varcare la soglia di almeno una Porta Santa (quest’anno non solo a Roma ma in tutte le diocesi, anche nel nostro Santuario), confessarsi sacramentalmente, fare la Comunione e pregare secondo le intenzioni del Papa.