Un incentivo alla lotta alla corruzione in sanità arriva dalla Camera dei deputati. E’ stata approvata a Montecitorio la mozione del M5S, prima firmataria Giulia Di Vita, che, tra le altre cose, impegna il governo ad intraprendere il processo di sperimentazione del Socc, uno strumento per il controllo ed il monitoraggio dei livelli di corruzione. Lo strumento, ideato dall’Ispe (l’Istituto per la promozione dell’etica in sanità) come progetto pilota è stato già messo a punto in coproduzione tra Palermo e Pisa e contempla una serie di indicatori relativi ai processi di acquisti.

“I piani triennali anticorruzione previsti dalla legge 190 – afferma Giulia Di Vita – non sono affatto sufficienti contro la corruzione in sanità, specie siciliana, sia perché ci sono dei vizi ‘umani’ di base, come l’assegnare l’incarico anticorruzione a dipendenti che non sono ben visti o ignorati dai vertici della dirigenza, sia per i troppi passaggi burocratici previsti che portano ad agire col bisturi piuttosto che con la motosega. Il Socc, invece, o altri modelli analoghi più prettamente gestionali e quindi di misurazione analitica, potrebbero essere invece gli strumenti giusti per capire dove sono le vere falle ed è necessario intervenire, anche perché lo strumento sarebbe gestito da un ente terzo. E’ auspicabile che la sperimentazione di Palermo sia solo l’inizio di un’area di sperimentazione molto più ampia”.

La mozione M5S non impegna il governo solo a spingere il Socc. L’atto, nell’ottica di superare la sistematica riduzione della spesa sanitaria, spinge tra le altre cose l’esecutivo a prevedere che i risparmi della spending review in ambito sanitario vengano reinvestiti nel servizio sanitario nazionale, a rendere trasparenti le forme di utilizzo delle risorse pubbliche e dei pagamenti effettuati, a completare il programma di informatizzazione del sistema sanitario nazionale previsto dal Patto per la salute, a verificare gli effetti dell’utilizzo del project financing per l’edilizia ospedaliera, a promuovere la riforma del processo di nomina e valutazione dei direttori generali delle aziende ospedaliere, ad intraprendere la riforma delle modalità di accertamento dell’invalidità.