“Avevamo ragione noi, rideterminati i residui attivi”. Sono 105 milioni per 30 anni per un totale di 3 miliardi e 150 milioni in meno che la Regione dovrà restituire allo Stato. Si tratta di somme che il governo siciliano non si era accorto di poter incassare e che aveva inserito nell’elenco delle somme da cancellare dal bilancio perchè ‘inesigibili’, quindi non recuperabili.

Lo prevede un disegno di legge del governo presentato oggi in commissione Bilancio che ridetermina i residui attivi erroneamente cancellati dalla Regione con delibera approvata dalla giunta di governo lo scorso 10 agosto.

La delibera passava un colpo di spugna su centinaia di capitoli di bilancio, parte dei quali per il M5S non andavano assolutamente cancellati e per questo aveva fatto richiesta di accesso agli atti all’assessorato al Bilancio.

“Parecchie cose – afferma il deputato cinquestelle Sergio Tancredi – non ci tornavano. Per questo abbiamo chiesto chiarimenti. Con il ddl 1108, di fatto, l’assessorato ci dà ragione ricomputando le somme che permettono all’amministrazione di ridurre il buco di bilancio con una spesa annuale diminuita di oltre 100 milioni l’anno per trent’anni”.

“Questa vicenda lascia un po’ perplessi – continua Tancredi – e non escludiamo di segnalarla alla Procura della Repubblica e alla Corte dei conti”.