La relazione omosessuale di una madre, laddove non comporti pregiudizio per la prole, non costituisce ostacolo all’affidamento condiviso dei figli, che possono abitare con lei.

È quanto ha stabilito il giudice Alessandro Dagnino, del tribunale di Nicosia, in provincia di Enna, il quale ha respinto il ricorso di un uomo che si sta separando dalla moglie e che aveva chiesto l’affidamento esclusivo dei figli, accusando la donna di avere una relazione omosessuale.

Nella causa di separazione – secondo quanto scrive il Giornale di Sicilia – il giudice ha accolto le tesi difensive dell’avvocato Salvatore Timpanaro, legale di una giovane madre che vive in un paesino dell’Ennese.

Il tribunale ha anche stabilito che l’atteggiamento dell’uomo non può essere considerato discriminatorio nei confronti della ex moglie: “è umanamente comprensibile – scrive il giudice -, soltanto in questa prima fase, per il disagio conseguente al fallimento dell’unione matrimoniale e tenuto conto del contesto sociale di un piccolo centro”.

Ma, anche se oggi questo caso è stato riportato dall’Ansa, non è certo la prima volta in Sicilia: cinque anni anni fa, la moglie di un noto avvocato palermitano, ebbe in affidamento congiunto i figli malgrado una conclamata relazione omosessuale, portata davanti al giudice dall’ex marito: dopo varie perizie da parte degli psicologi del tribunale, si dovette prendere atto che la relazione omosessuale della madre non comportava alcun tipo di problema alla prole, che invece era molto serena nella gestione della quotidianità con la partner della signora.