La Cassazione ha annullato con rinvio ad altra sezione della corte d’appello di Palermo le condanne inflitte a tre presunti estortori della famiglia mafiosa di Palermo-centro.

Si tratta di Francesco Franconfonti, condannato a un anno, Tommaso Lo Presti, che aveva avuto due anni e Giovan Battista Marino a cui erano stati inflitti sei anni. Francofonti è difeso dall’avvocato Angelo Barone, Tommaso Lo Presti e Giovan battista Marino dagli avvocati Antonio Turrisi e Raffaele Bonsignore.

Il processo ruotava attorno all’estorsione subita per dieci anni, al 2000 al 2010, dai costruttori Sanfratello. Sono state prooprio le vittime a sporgere denuncia dopo aver letto sui giornali che in alcuni pizzini trovati nel covo dei boss Lo Piccolo nell’elenco dei commercianti costretti a pagare il pizzo figurava anche il nome della loro ditta.

Durante il processo d’appello le pene vennero ridotte agli imputati rispetto al processo di primo grado: Francesco Franconfonti,  venne condannato a 4 anni in primo grado e ad uno in appello; Tommaso Lo Presti in appello venne condannato a due anni ma la condanna in primo grado era di 8 anni; Giovan Battista Marino condannato in primo grado a 8 anni, in appello ne ha avuti 6.

In virtù della continuazione due di loro, Francofonti e Lo Presti, difesi dagli avvocati Raffaele Bonsignore, Angelo Barone e Tommaso De Lisi, sono stati subito scarcerati dopo un lungo periodo di detenzione.