“Brusca ci ha raccontato che Totò Riina gli confidò che il terminale politico della trattativa era Mancino e che la sinistra Dc sapeva”. Ricorda le dichiarazioni del pentito Giovanni Brusca, che parla del presuntoruolo dell’ex ministro Nicola Mancino nella trattativa
Stato-mafia, il pm Nino Di Matteo.

Il magistrato sta tenendo la requisitoria al processo al processo agli ex ufficiali del Ros dei carabinieri Mario Mori e Mauro Obinu, imputati di favoreggiamento alla mafia. Il dibattimento è strettamente connesso con quello sulla trattativa che comincia lunedì prossimo.

Secondo l’accusa infatti i due imputati non avrebbero catturato il boss Bernardo Provenzano, nel 1995, da qui l’accusa di favoreggiamento, nonostante le dritte di un confidente, proprio in nome del patto che parte delle istituzioni avrebbero stretto con la mafia.

A Brusca Riina avrebbe detto entusiasta che le istituzioni si erano “fatte sotto” e che aveva presentato “un papello così”. Prova, secondo il pm, del dialogo in corso tra mafia e pezzi delle istituzioni.

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