Il Consiglio dei ministri ha sciolto il consiglio comunale di Isola delle Femmine (Palermo) per le infiltrazioni della criminalità organizzata. Lo scorso 16 aprile, l’arrivo nella cittadina del Palermitano della Commissione prefettizia di accesso agli atti amministrativi aveva lasciato paventare che ciò accadesse.

Adesso è arrivata la conferma definitiva. Gaspare Portobello, il primo cittadino, si dice “amareggiato e sbigottito” ed annuncia battaglia: “Aspetto di leggere la relazione del Consiglio dei Ministri, e subito dopo farò ricorso al Tar. In questi mesi non mi sono dimesso perché è giusto che io continui a lottare per dimostrare che Isola non ha niente a che fare con la mafia”.

Portobello prosegue poi nell’analisi di quanto accaduto: “Tutte le mie azioni da sindaco sono state improntate alla legalità. Ma ho pagato per aver detto troppi ‘no’, come nel caso dell’antenna per il controllo wind-shear all’aeroporto Falcone-Borsellino“.

Il riferimento è alla ‘disputa’ relativa al progetto dell’Enav che prevederebbe l’installazione nella ex base militare dismessa fuori Isola, di un antenna per il controllo della velocità e della direzione del vento, fenomeno che caratterizza fortemente lo scalo palermitano, situato tra il mare e la montagna. Portobello si è negli anni fortemente opposto al progetto adesso bloccato, denunciando, insieme ai cittadini di Isola delle Femmine, la possibilità del verificarsi di rischi per la salute degli abitanti del circondario, oltre al grave impatto ambientale che l’impianto avrebbe determinato.

Il clima che negli ultimi mesi si è respirato in seno al Consiglio comunale di Isola non è stato dei migliori. Come se non bastasse, a metà ottobre, Vincenzo Dionisi, vicepresidente del Consiglio comunale ha scritto all’assessorato regionale Enti locali, al prefetto di Palermo e alla Procura della Repubblica di Palermo per porre denunciare “l’ennesimo caso di superficialità di poco rispetto delle regole di trasparenza perpetrato dalla Giunta Portobello”. Nella missiva di parlava di “provvedimenti illeggittimi” relativi alla Commissione elettorale comunale.

Gaspare Portobello puntualizza ancora in merito “ad un clima di odio ed ostilità” del quale sarebbe vittima. Nella primavera dello scorso anno, Portobello era stato violentemente aggredito a colpi di spranga da due uomini mentre faceva ritorno alla propria abitazione. “Quello – conclude – è stato il segno tangibile che le mie battaglie contro la criminalità organizzata e per la trasparenza e la legalità hanno dato fastidio a molte persone”.