“Mi rifiuto di credere che il governo nazionale possa legare il trasferimento di fondi alla Sicilia, per altro dovuti, alle vicende politiche siciliane. Mi auguro che il confronto tra il governo siciliano e quello nazionale possa svolgersi nel solco di una corretta dialettica istituzionale”.

Lo dice in una nota il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone. un commento tardivo alle dichiarazioni di ieri di davide Faraone che ha, invece, legato a doppia mandata il trasferimento di risorse alle vicende politiche.

La dichiarazione di Ardizzone, fatta da presidente dell’assemblea dunque istituzionale, apre, però uno spaccato anche sulla posizione del suo partito, l’Udc. negli ultimi tempi, infatti, ruoli istituzionali e politici si sono con fusi sempre di più a partire dal premier segretario di partito, Matteo Renzi, continuando con la comunicazione degli assessori che avviene attraverso strutture di partito e così via. insomma non c’è più un vero distinguo anche se Ardizzone tenta di mantenere il suo ruolo indipendente e lof a con dichiarazioni di questa natura.

Mentre il governo si interroga soprattutto sulle risorse e sulla possibilità di chiudere un bilancio, la politica procede anche verso il rinnovo delle commissioni che agita non poco soprattutto il Pd. La questione è legata a doppia mandata a quella dell’elezione del nuovo capogruppo dopo la nomina di Antonello Cracolici quale assessore alle risorse agricole e alimentari.

Cracolici non ha lasciato la carica e si prepara, oggi, a indicare i componenti per le commissioni ma i renziani, che rivendicano proprio quel ruolo, hanno presentato un documento al gruppo la scorsa settimana nel quale lo invitano a dimettersi per consentire l’elezione del nuovo capogruppo. La riunione è convocata per stamani ed è certo che ci saranno slittamenti fin verso ora di pranzo.

La partita non è facile. se si va alla conta dei deputati si cammina sul filo di lana e da questo può dipendere, poi, la presenza dei deputati piddini nelle varie commissioni,m le presidenze e così via.

Sempre oggi è il giorno della presentazione alla stampa della terza mozione di sfiducia al governatore Rosario Crocetta. A promuoverla il movimento 5 stelle che vuole, così, stanare i renziani che ieri, però, per bocca sempre di faraone hanno risposto picche. secondo il sottosegretario all’istruzione si tratta solo di fumo negli oggi teso a mantenere lo status quo.

Diverso il modo di vedere la questione di Nello Musumeci: “Non mi è ancora chiaro quante delle 18 firme necessarie per presentare la mozione abbiano i 14 colleghi del M5S. Io sono pronto a firmarla e votarla. Ma, se non dovesse passare, loro sono pronti a consegnare con chi ci sta le dimissioni a un notaio? Facciamolo insieme. Anche dopo aver sfidato la maggioranza con il voto sulla mozione di sfiducia”.

Insomma oggi rischia di essere un ‘tranquillo’ martedì di ordinaria follia politica