“Se il problema è quello di avere una giunta profondamente rinnovata, per quanto riguarda l’Udc il Presidente Crocetta può lavorare a definire con i partiti una giunta totalmente nuova”. Lo affermava appena ieri sera il capogruppo dell’Udc all’Ars Mimmo Turano.

Una posizione forte che tirava la volata all’azzeramento totale voluto anche dal Pd e concordato con Pdr e Megafono oltre che auspicato dal presidente Crocetta (ad eccezione dei suoi pupilli)

Ma appena qualche ora dopo dalla convenction dell’Udc l‘ex Ministro Gianpiero D’Alia, nel presentare il nuovo simbolo  aggiusta il tiro “La questione del rimpasto è molto semplice. A noi non interessa niente degli assessori in quanto tali. Abbiamo un giudizio positivo sull’assessore Torrisi e Valenti, due tecnici che non hanno mai fatto politica e non abbiamo alcun problema a riconfermare la nostra delegazione in giunta. Altra questione è se la coalizione dovesse ritenere di cambiare totalmente la compagine assessoriale. In quel caso, non saremmo certamente noi a chiamarci fuori”.

Dunque assessori riconfermati ma sostituibili allo stesso tempo. Tutto e il contrario di tutto. “Con il Pd – aggiunge – c’è perfetta sintonia. Con l’azzeramento della giunta e il chiarimento all’interno della coalizione, c’è l’opportunità di fare un’agenda dettagliata con impegni precisi che ci portino a svoltare rispetto al passato”.

Ma allo stesso tempo D’Alia considera inopportuno l’assessore all’economia indicato da Roma per mettere a posto i conti. Il bilancio della Regione “non è stato ancora neanche proposto. Stiamo discutendo a livello nazionale di una legge di stabilità che prevede un’operazione molto vasta di spending review e che riguarderà anche la Sicilia. Per questo è necessario che ci sia una solidarietà reale tra le forze politiche nel
risanamento dei conti pubblici e nell’utilizzo delle risorse che provengono dall’Unione Europea”.

Cosa farà l’Udc? Confermerà o silurerà i suoi assessori?  Cosa farà in rapporto al Pd? D’accordo su tutto o contrari sull’economia? Nel breve volgere di qualche ora il partito è riuscito a dire tutto ed il suo contrario.

Forse per questo ad assemblea conclusa il capogruppo turano sente l’esigenza di precisare “Lunedì alle 11 incontreremo il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta e, in quella sede, rappresenteremo la posizione unanime dell’Udc e del nostro gruppo parlamentare all’Ars, dopo il comitato regionale di oggi che è stato un momento propositivo di confronto per il partito”.

“E’ fondamentale – aggiunge – condividere con Crocetta un rilancio dell’azione di governo. E’ finito il tempo della ricreazione dove ognuno fa quello che vuole, ma è arrivato il tempo nel quale la politica deve assumersi seriamente i propri impegni. Insieme al governatore bisogna remare verso un’unica direzione: il salvataggio e il rilancio della Sicilia. Un’operazione perseguibile solo con il buon governo della regione, che passa da misure efficaci di risanamento e sviluppo, e con una ritrovata e, finalmente, solida unità tra tutte le forze politiche della maggioranza”.

Ma non si tratta di una prerogativa dell’Udc. A dare il via alla sequenza di dichiarazioni contraddittorie era stato, ieri, il Pdr. Per Aristide Tamajo “A poco più di una settimana dalla scadenza del 31 ottobre dell’ordinanza prefettizia sulla gestione del sistema idrico integrato nella provincia di Palermo, nemmeno la presenza in Sicilia del sottosegretario Graziano Delrio è servita a fare chiarezza sul destino dei 209 lavoratori della società Acque potabili siciliane (Aps). Sembra che regni il disinteresse davanti a quella che potrebbe diventare anche una emergenza per 42 comuni del palermitano che rischiano di avere i rubinetti a secco già nei prossimi giorni. Ciò che allarma maggiormente è l’incertezza su chi debba sostenere l’onere finanziario per la garanzia dei livelli occupazionali. Con un rimpasto di governo in atto in Sicilia su Aps si addensano nubi che nemmeno il governo Renzi sinora ha saputo diradare. Si faccia presto perché la Sicilia non può far fronte all’ennesimo dramma sociale”.

Una critica, dunque, anche se su un tema specifico. Di segno totalmente opposto, anche se su questioni di bilancio, l’idea del suo compagno di partito, l’ex assessore Michele Cimino che il bilancio regionale lo ha guidato in altre stagioni “L’incontro tra il presidente Rosario Crocetta e il sottosegretario Graziano Delrio rappresenta un ottimo segnale per la risalita della nostra regione. Bisogna adesso rimodulare tutti gli Accordi di programma Quadro che congelano risorse regionali fin dal 2001 e programmarle per iniziative tese allo sviluppo economico”.

Insomma maggioranza confusa ma felice di dichiarare in libertà. Lunedì alle 11 ripartono le trattative. Per quella data e ora Crocetta ha convocato gli alleati. Il presidente tornerà dalla Leopolda con il nome dell’assessore all’economia ed entro sera bisognerà chiudere. Per allora la maggioranza, c’è da scommetterci, sarà ancora confusa ma forse un po’ meno felice.