Sotto il sole cocente o la pioggia battente, loro continuano a stare davanti al tribunale di Palermo. Chiedono tutela per i magistrati minacciati dalla mafia e giustizia per la società civile, segnata dalla ferita indelebile delle stragi del ’92.

Sono gli attivisti di Scorta Civica, un cartello di associazioni e liberi cittadini a simbolica difesa del pm Nino Di Matteo, minacciato dal superboss Totò Riina e dei suoi colleghi impegnati nel processo sulla trattativa Stato-Mafia.

La verità: questo chiede Scorta Civica, che ha raggiunto il traguardo di 633 giorni di presidio.
Ogni lunedì, mercoledì e giovedì, dalle 9 alle 11, gli attivisti sostano al palazzo di giustizia per dimostrare sostegno al pool antimafia. Numerosi i giorni di presenza anche davanti l’aula bunker del carcere Ucciardone, così come i sit-in, i cortei, i flash mob e gli incontri nelle scuole.

Ma Scorta Civica non si ferma soltanto alla Sicilia: il 14 novembre gli attivisti raggiungeranno Roma per manifestare e chiedere al ministero della Giustizia maggiori tutele per i magistrati siciliani in pericolo e soprattutto per Di Matteo.

Sui cancelli che delimitano il Tribunale di Palermo i cartelli con cui Scorta Civica sintetizza la propria ‘mission’: “Mai più un magistrato minacciato”, “Vogliamo la verità sulla trattativa Stato-mafia”, “Mai più una strage annunciata” e ancora: “Lo Stato tace…la mafia acconsente e il tritolo scoppia! Un film già visto. Ma, questa volta, vogliamo cambiare il finale!”.

La sconfitta della mafia, una società più giusta, la pena certa per i reati, ma soprattutto un grande desiderio: l’arresto di Matteo Messina Denaro, il capo indiscusso di Cosa Nostra, ancora a piede libero nonostante la condanna all’ergastolo per l’attentato del 1993 all’Accademia dei Georgofili di Firenze.

Scorta Civica ha bisogno del sostegno di tutti. Per aderire al movimento, basta recarsi ai presidi o contattare il profilo facebook Scorta Civica Palermo o iscriversi alla pagina Scorta Civica Palermo Presidio.