La Sicilia con l’Azienda Ospedaliera Villa Sofia-Cervello sarà la prima regione italiana ad attivare il percorso diagnostico terapeutico assistenziale per le malattie infiammatorie croniche intestinali. Un modello definito a livello nazionale dal Ministero della Salute che vedrà l’isola nel ruolo di apripista.

La gestione integrata delle due patologie, la malattia di Crohn e la colite ulcerosa, e la personalizzazione del trattamento con i nuovi farmaci biologici, saranno fra temi principali del settimo congresso nazionale del Gruppo Italiano per lo Studio delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (IG-IBD) che si celebra a Palermo al Teatro Politeama dal 3 al 5 dicembre con la partecipazione di 500 delegati provenienti da tutte le regioni italiane.

Tre giorni di full immersion alla presenza dei maggiori esperti nazionali ospedalieri e universitari per parlare e presentare le diagnosi e le terapie più avanzate che riguardano la malattia di Crohn e la colite ulcerosa, patologie con caratteristiche multidisciplinari che richiedono un approccio di terapia medica e chirurgica molto rigoroso e complesso e con un impatto sociale importante considerato che colpiscono soggetti in età giovane. In Italia la loro incidenza è medio-alta e negli ultimi due decenni si è registrato un incremento.

Gli ultimi dati parlano di circa 10-15 nuovi casi all’anno su 100 mila abitanti con un numero di ammalati stimato fra i 150.000 e i 200.000 e un’età media nella quale si manifesta la malattia fra i 20 e 40 anni per la colite ulcerosa e i 15 e i 35 anni per la malattia di Crohn. Solo in Sicilia invece sono oltre 12 mila i soggetti afffetti da malattia di Crohn e colite ulcerosa.

Di questi circa 4500 (2000 Crohn e 2500 colite ulcerosa) sono presi in carico presso l’Unità Operativa di Medicina Interna dell’Ospedale Cervello diretta dal professore Mario Cottone, sede del Centro di riferimento regionale per le malattie infiammatorie croniche dell’intestino, guidato dal dottore Ambrogio Orlando, Coordinatore nazionale del Comitato Scientifico della società IG-IBD e organizzatore del Congresso insieme ai medici Fernando Rizzello, segretario uscente (Policlinico Universitario S.Orsola Malpighi di Bologna), Claudio Papi (Ospedale S.Filippo Neri di Roma), Giovanni Latella (Università de l’Aquila), e Luisa Spina (Policlinico San Donato Milanese).

Il Centro dell’Azienda Villa Sofia – Cervello è fra i soggetti promotori dell’evento palermitano. Saranno proprio i dottori Mario Cottone e Ambrogio Orlando, insieme al Direttore Generale di Villa Sofia-Cervello Gervasio Venuti, ad aprire giovedì 3 dicembre alle ore 14 i lavori di un congresso che vede la presentazione di ben 73 studi scientifici, quattro dei quali presentati dal Centro dell’Ospedale Cervello, dove si terranno undici sessioni e sei simposi satelliti, e saranno allestite tre aree espositive permanenti.

Il nuovo percorso diagnostico terapeutico assistenziale (PDTA) dell’Azienda Villa Sofia-Cervello, che sarà esposto nel corso del Congresso come modello di percorso virtuoso, interesserà tutto il territorio regionale e sarà operativo grazie ad un finanziamento di 850 mila euro da parte del Ministero della salute nell’ambito del Piano Sanitario Nazionale.

Consentirà una gestione integrata delle due malattie con una riduzione dei tempi di attesa delle diagnosi, la standardizzazione delle cure e la riduzione dei costi, migliorando la qualità, la riproducibilità e l’uniformità delle prestazioni erogate, riducendo i rischi e le complicanze. Previsto l’impiego di 10 figure professionali, 4 medici specializzati in Gastroenterologia o Medicina Interna, 1 in Anatomia Patologica, 2 infermieri, 2 Data Manager e uno psicologo specializzato in psicoterapia cognitivo comportamentale.

Saranno scelti attraverso un’apposita selezione ormai giunta alle battute finali con l’esame, da parte delle commissioni già insediate, delle istanze presentate. Il percorso prevede anche l’acquisto di nuove attrezzature come un colonscopio e un microscopio a sei vie. Ad inizio del 2016 il nuovo sistema, supportato a livello scientifico dalla IG-IBD e dalla Associazione Nazionale dei pazienti (A.M.I.C.I.), dovrebbe poter vedere la luce.

“Una efficace gestione delle due malattie– sottolinea il dr. Orlando responsabile scientifico del progetto – porterà un contributo significativo di carattere sociale, potendo garantire a diversi pazienti una ritrovata abilità lavorativa con una sensibile riduzione di costi sociali diretti e indiretti. Il percorso diagnostico terapeutico assistenziale rappresenta proprio un piano interdisciplinare di cura creato per promuovere la continuità assistenziale, favorendo l’integrazione fra gli operatori, riducendo la variabilità clinica, diffondendo la medicina basata sulle prove e utilizzando in modo congruo le risorse. La tipologia delle due malattie, che colpisce soggetti giovani e con fasi di attività intervallate da periodi di remissione, richiede infatti un approccio ad ampio raggio. Venerdì mattina sarà dedicata a questo argomento una sessione specifica del Congresso”.

“Il PDTA approvato in Conferenza Stato-Regioni con accordo siglato lo scorso 20 ottobre – afferma Salvo Leone Direttore dell’Associazione A.m.i.c.i. onlus – è il primo percorso di livello nazionale, insieme a quello delle malattie reumatiche, che ha avuto il via libera da parte delle istituzioni. Rappresenta uno strumento di governance efficace per migliorare il Servizio sanitario nazionale nel segno della sostenibilità. Servirà a ridurre i costi generati da una diagnosi tardiva, causa di una malattia più aggressiva che richiede terapie e trattamenti più costosi e dalla non standardizzazione delle cure che di fatto spinge i pazienti a spostarsi in altre regioni alla ricerca di un’assistenza migliore”.

Più di una sessione del Congresso di Palermo sarà anche dedicata alla personalizzazione del trattamento con la terapia tradizionale ma anche con i nuovi farmaci biologici, diversificati per ogni singolo paziente, e al decorso della malattia.
La malattia di Crohn è una patologia infiammatoria cronica dell’intestino che può colpire tutto il tratto gastrointestinale provocando una vasta gamma di sintomi intestinali e sistemici. La colite ulcerosa colpisce invece sempre il retto e può estendersi senza soluzione di continuità a parte o a tutto il colon. L’infiammazione provoca lesioni ulcerose responsabili del sintomi intestinali.