Catania chiederà alla Regione di avanzare al governo la richiesta di calamità naturale per il maltempo che si è abbattuto sulla città e complessivamente nell’area jonica della Sicilia.

La decisione è stata assunta nel corso di una riunione della giunta comunale. Il sindaco di Catania Enzo Bianco ha già anticipato telefonicamente la questione al presidente della Regione, Rosario Crocetta.

“Ho già informato – ha detto Bianco – il capo della Protezione civile nazionale Fabrizio Curcio, che è stato pienamente disponibile e che nei prossimi giorni sarà a Catania per incontrare i primi cittadini della zona per parlare di questa situazione e decidere cosa si può fare”.

Nel territorio comunale, ma anche in altre cittadine della fascia Jonica, sono tante le strade dissestate, gli alberi caduti ed i muri crollati: una condizione di disagio a causa della violenza della pioggia e del vento. I vigili del fuoco, dalle 8 di stamani, hanno eseguito complessivamente una cinquantina di interventi (fra cui un incidente stradale sulla Statale 114), ne rimangono in coda un centinaio.

“La richiesta di stato di calamità – ha aggiunto Bianco – ci consentirà anche di avere gli aiuti necessari a uscire da questa situazione di difficoltà”. All’istanza di Catania richiesta potranno aderire tutti i Comuni della Città metropolitana in cui il maltempo ha causato danni. L’iter prevede il passaggio alla Regione e la decisione del Consiglio dei Ministri che ratifica lo stato d’emergenza.

Intanto il prossimo 12 novembre è in programma la riunione con tutti i sindaci della Città metropolitana di Catania per discutere delle modalità degli allerta meteo. All’incontro parteciperà anche Curcio e si parlerà proprio del sistema. Ieri il capo della Protezione civile siciliana, Calogero Foti, replicando anche ad alcune polemiche proprio sulle previsioni ha chiarito ancora una volta i criteri di lettura di un bollettino.

“Ad un livello di allerta rossa – ha spiegato -non corrisponde automaticamente la chiusura delle scuole, ma, a ragion veduta, soltanto la chiusura di quelle ricadenti in un’area a rischio idraulico o di quelle che per essere raggiunte attraversano zone a rischio idraulico. In ogni caso rientra nel potere decisionale dei Sindaci, autorità locali di protezione civile”.