E’ Maurizio Croce, assessore regionale al Territorio e Ambiente e a più riprese commissario straordinario per il rischio idogeologico in Sicilia, uno dei maggiori responsabili dei gravi danni inflitti alla provincia di Messina dall’ultima alluvione secondo il Movimento 5 Stelle.

“Chi ha sbagliato paghi”, così tuonava il deputato del Pdr Picciolo appena quattro giorni fa, intervenuto al sopralluogo istituzionale nelle zone pesantemente colpite dall’ondata di maltempo del 9 e 10 ottobre scorsi, nel Messinese. Presente, accanto a Picciolo, ‘indignato’ anche lui per lo stato in cui versa la costa jonica, proprio l’assessore regionale per il Territorio e l’ambiente, Maurizio Croce.

“Ebbene si, – interviene il deputato del M5S Giancarlo Cancelleri, venuto in possesso di un report che racconta delle reiterate segnalazioni di pericolo, trasmesse prontamente dal Genio civile di Messina in questi anni all’assessorato Territorio e ambiente – proprio l’assessore Croce adesso si prepari, il conto è a nome suo. E si perché anche noi, come Picciolo, siamo dell’avviso che ‘chi ha sbagliato deve pagare’. E chi avrebbe dovuto agire per mettere in sicurezza un territorio che aveva già mostrato tutta la sua fragilità negli ultimi anni, se non l’attuale assessore?”.

Il parlamentare Cinquestelle Giancarlo Cancelleri  ricorda infatti che Croce, assessore al Territorio dal novembre del 2014, con delega alle competenze di Protezione civile della Regione Sicilia, svolgesse, già dal dicembre 2010 al dicembre 2013, funzioni di Commissario delegato, su incarico della presidenza del Consiglio dei Ministri, per l’attuazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico nelle regioni Sicilia e Puglia. Le stesse funzioni vengono ulteriormente svolte dallo stesso Croce da luglio 2014 a dicembre 2014, questa volta per l’attuazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico nella sola Regione Sicilia. Nello stesso periodo (settembre 2014), sempre lo stesso attuale assessore al Territorio viene delegato anche dal presidente della Regione quale ‘soggetto attuatore per la realizzazione di interventi di mitigazione del rischio idrogeologico’.

E nello stesso periodo, dall’ufficio dell’ingegnere capo del Genio civile di Messina saranno trasmesse centinaia di segnalazioni. Dal Genio sono chiari: “La principale causa generatrice l’esondazione dei torrenti è il loro sovralluvionamento”. E’ lungo l’elenco delle azioni richieste e vale la pena elencarle tutte: fino al novembre 2014 sono state inviate ben 70 perizie esecutive da finanziare con fondi Pac III per interventi di manutenzione degli alvei da eseguire con personale e mezzi dell’ Esa. Perizie che hanno superato il centinaio nei mesi seguenti. Progetti tutti rimasti non realizzati. A dicembre 2014, in procinto di mandare in gara di appalto 9 di queste perizie per lo svuotamento di diversi torrenti, l’ufficio del Genio civile viene stoppato e gli interventi non più eseguiti. Dal dicembre 2014 a tutto il 2015 sono state inviate altre decine di perizie di svuotamento torrenti, numerosi atti progettuali e perizie di somma urgenza. Tutti privi di riscontro da parte del Territorio ed Ambiente. In particolare, nel luglio 2015 è stato inviato un nuovo piano di interventi urgenti sul demanio fluviale con interventi tutti cantierabili. In riunione pubblica con tutti gli ingegneri capo dell’isola, pronti ad appaltare tali opere, è avvenuto un nuovo stop e dirottate tali risorse ai consorzi di bonifica che hanno poi acquisito i progetti redatti dai Geni civili. Ad oggi nulla è stato realizzato. Sono stati emanati anche indirizzi operativi per la manutenzione dei torrenti, addirittura disegni di legge consegnati all’assessore all’Arta (convegno Castelmola (ME) del 12 giugno 2015), in quanto sempre il Genio civile di Messina aveva individuato una criticità normativa tutta regionale che impedisce lo svuotamento dei torrenti: l’art.8 comma 1 della legge regionale n.24 del 15 maggio 1991. Sono stati inviati numerosi solleciti e, addirittura, risultando priva di riscontro l’enorme mole di progetti e perizie eseguite, è stato inviato un corposo promemoria in cui sono state spiegate all’Arta le procedure per l’attivazione degli interventi di somma urgenza nei torrenti. Anche questo inevaso.

“Insomma, – interviene anche la deputata Cinquestelle del Messinese Valentina Zafarana – appare evidente che l’attuale assessore regionale per il Territorio e l’ambiente Maurizio Croce, in considerazione degli incarichi precedentemente ricoperti, con esplicito riferimento alla delicata materia del rischio idrogeologico, avrebbe dovuto essere a conoscenza della situazione di emergenza caratterizzante la zona jonica, martoriata dal maltempo, per l’ennesima volta, solo pochi giorni fa”.

“Un miracolo – conclude Cancelleri – che oggi non si contino morti. Noi restiamo dell’avviso che sia proprio Croce a dover pagare e l’unico modo è quello che liberi questa Terra dalle sue inefficienze, attendiamo pronte dimissioni”.