Manette per l’ex  direttore generale dell’Amia di Palermo Orazio Colimberti. le manette per l’alto manager sono scattate ad opera dei carabinieri della Compagnia di Andria, coordinati dalla Procura di Trani, che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip dello stesso Tribunale a carico di quattro persone accusate, a vario titolo, dei reati di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e concussione.

L’indagine avviata all’indomani di un attentato dinamitardo subito, nel marzo del 2011, dal mobilificio di Francesco Lotito ex assessore comunale di Andria, ha consentito di accertare l’esistenza di costanti contatti tra l’amministratore pubblico e quattro dirigenti di una società operante nel settore dei rifiuti finalizzati ad aggiudicarsi l’appalto per raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti solidi urbani ad Andria e Canosa di Puglia, per un valore complessivo di circa 90.000.000 di euro, evento in ogni caso non concretizzatosi.

Le quattro persone raggiunte da ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari sono il presidente della società Biancamano SpA, Giovanni Battista Pizzimbone e tre dirigenti dell’azienda Aimeri ambiente, controllata dalla Biancamano. Fra di loro il dirigente dell’Area sud Italia, Orazio Colimberti oltre a Luca Venturin responsabile Puglia, e Massimo Zurli.

Colimberti è noto a Palermo proprio per la sua precedente esperienza in Amia culminata, anche quella, in una inchiesta. Ricopriva l’incarico di direttore dell’azienda rifiuti di Palermo quando Enzo Galioto ne era presidente. Entrambi, insieme ai componenti del consiglio d’amministrazione Angelo Canzoneri, Franco Arcudi, Paola Barbasso Gattuso e Gaetano Mendola, e i revisori dei conti Antonino Giuffrè e Giuseppe Costanza erano finiti nel registro degli indagati dalla Procura di Palermo per bancarotta fraudolenta ai danni della società del Comune che gestiva la raccolta  lo smaltimento dei rifiuti. Amia, dichiarata fallita lo scorso anno, è stata,. nel frattempo, sostituita dalla Rap, nuova azienda voluta dal sindaco Leoluca Orlando. Quella inchiesta, però, si chiuse con la prescrizione.