Nel giorno dell’intervento di Enrico Letta sulla fiducia per il suo esecutivo alla luce del recente ‘strappo’ nella maggioranza di governo con l’uscita dei berlusconiani di Forza Italia, ora all’opposizione, c’è grande attesa per il discorso che terra’ il Premier e su quali obiettivi quest’ultimo e i suoi ministri si prefiggeranno nel tentativo di far ‘rifiatare’ un Paese in grande affanno.

Tra le principali priorità sul ‘tappeto’ non manca di certo la questione dei Comuni in grandissima difficoltà economica. E così ecco il pensiero, lungo, di due sindaci di altrettanti centri della provincia etnea, uno molto grande, l’altro più piccolo ma non meno importante.

Parliamo rispettivamente di Paterno’ e di Trecastagni, guidati entrambi da due  esponenti del Pd, colleghi di partito del Premier Letta al quale, tanto Mauro Mangano quanto Giovanni Barbagallo, non le mandano certo a dire.

“Mi auguro che Letta parli e tocchi profondamente il tema degli enti locali. Bisogna ripartire dal territorio -afferma Barbagallo-  e non considerare gli enti locali solo come esempi di spreco ma come enti erogatori di servizi essenziali”.

L’ex parlamentare regionale dei Democratici aggiunge che:”sull’Imu, ad esempio, il governo deve coprire quel 40% che tocca i cittadini. Sullo 0,6% che noi abbiamo aumentato rispetto ai parametri che erano dello 0,4 per mille, diventa difficile spiegare che viene abolito l’Imu sulla prima casa tranne che per quella quota che i cittadini dovrebbero pagare ai Comuni che hanno difficoltà finanziarie”.

“Ci sono poi alcuni temi come quello sulla fiscalità o sulle nuove tassazioni- evidenzia Barbagallo- che non devono sempre pesare sugli Enti locali altrimenti qui, noi non ne usciamo più. Sta diventando sempre più difficile amministrare con meno trasferimenti”. “E’complicato inoltre gestire  le emergenze sociali che ci sono. I sindaci – ricorda ancora il primo cittadino di Trecastagni- sono tutte le mattine in frontiera a parlare con i cittadini che hanno più bisogno. O si riparte dalle autonomie locali oppure il sistema non regge più”.

Auspico vivamente che Letta, ma anche Renzi – conclude Barbagallo- trovino un terreno di confronto serio sulle cose da fare e sui problemi da risolvere partendo anche dalle realtà più deboli come un meridione ed una Sicilia che vive anche di fenomeni di protesta che potrebbero esplodere da un momento all’altro con situazioni assai difficili da gestire”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Mauro Mangano, sindaco del grosso Comune di Paterno’ con i suoi circa 50 mila abitanti. “Mi auguro – dice- che nel suo discorso sulla fiducia, Letta parli delle amministrazioni dei Comuni, ovvero, della vita quotidiana delle città e dei grandi centri come il nostro che conta cinquantamila abitanti. Penso ad esempio ad un vero allentamento del patto di stabilità per consentirci di fare investimenti su settori fondamentali come l’edilizia scolastica, fondamentale, o le manutenzioni stradali che darebbero anche lavoro”.
Il sindaco di Paterno’ ricorda poi come “i Comuni italiani siano in ginocchio perché non possiamo spendere un euro, pur avendolo, a causa di questo ‘maledetto’ patto di stabilità. Sarebbe ora- evidenzia il sindaco Pd- che il governo inizi a dare risposte concrete ed immediate ai cittadini”.
“Il governo poi – continua- almeno per un anno potrebbe anche non toccare più la fiscalità locale. Basta. Non si possono cambiare ogni due mesi le regole che riguardano Imu, Ici, Tares, Tarsu. La gente, così, impazzisce e non ne trae nessun vantaggio”. “Non riusciamo a governare nulla- evidenzia infine Mangano- perché ogni mese si cambiano le leggi e i sindaci lavorano solo per ‘fare carte’…”.