“Mancano all’appello nella finanziaria regionale del 2015 oltre 1 miliardo e 250 milioni” di euro. Lo denunciano i partiti dell’opposizione all’Ars, che lanciano l’allarme sui conti della Regione siciliana dopo la nuova impugnativa del commissario dello Stato Carmelo Aronica di 21 articoli della manovra ter e che ha riguardato, in parte, norme prive di copertura finanziaria e mancanti delle relazioni tecniche, più volte richieste al governo dagli uffici dell’Ars e dallo stesso commissario.

Il capogruppo di FI Marco Falcone ha sottolineato: “Nella finanziaria del prossimo anno, se dovessimo rispettare la struttura di questa legge che, pur con i correttivi delle opposizioni, non ha superato la scure del Commissario, andremo incontro ad una carenza di coperture finanziarie non indifferenti”. 

“In sostanza -secondo Falcone- mancano all’appello sulla manovra del 2015, i 950 mln di euro nel testo di quest’anno derivati dagli accantonamenti tributari, e i 113 mln del minor disavanzo sanitario che, con  la legge che questo parlamento ha approvato l’11 luglio del 2014, sono vincolati ad essere utilizzati per abbassare le addizionali Irap ed Irpef”.

E non si esclude che ad ottobre, in occasione della presentazione del Def – dicono altri esponenti dei partiti del centrodestra – la giunta sarà costretta a fare i conti in vista della seguente legge di stabilità ed apportare nuove variazioni al bilancio. L’allarme sui conti pubblici siciliani non è rientrato, come dimostra anche la presentazione oggi in Aula dei circa 100 ordini del giorno sulle materie più svariate, documenti di cui la presidenza dell’Ars ha rinviato la trattazione a settembre.

Il capogruppo di Lista Musumeci Santi Formica ha chiesto nel corso del suo intervento in Aula, di iniziare subito dopo la pausa estiva a lavorare per programmare le coperture della spesa della manovra finanziaria del 2015.