Dopo aver preso parte nel palazzo di giustizia di Caltanissetta alla cerimonia in memoria dei giudici Antonino Saetta e Rosario Livatino, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è arrivato nel “Cimitero de carusi”, il sacrario che ricorda la tragedia del 1881 nella miniera di Gessolungo in cui morirono 65 persone, tra cui 19 bambini che vi lavoravano, per deporre una corona di fiori.

Poco prima il capo dello Stato è stato accolto al Palazzo di Giustizia di Caltanissetta dal prefetto, Maria Teresa Cucinotta, il sindaco Giovanni Ruvolo, il presidente della Regione Rosario Crocetta, quello dell’Ars Giovanni Ardizzone, ed il procuratore generale di Caltanissetta, Sergio Lari.

Saetta fu ucciso il 25 settembre 1988 sulla strada Agrigento-Caltanissetta mentre da Canicatti’ faceva ritorno a Palermo.

Livatino venne assassinato il 21 settembre 1990 lungo la strada statale 640, la Agrigento-Caltanissetta mentre, senza scorta, stava andando in Tribunale ad Agrigento.

Per il procuratore Lari la presenza del presidente Mattarella a Caltanissetta “è un segnale alla politica nel momento in cui si parla dell’abolizione del distretto di Corte d’Appello. Questo e’ un distretto importantissimo, che non può essere abolito perché qui si celebrano indagini e processi di grande rilevanza, basti pensare soltanto a quelli riguardanti le stragi di Capaci e via D’Amelio”.

(Foto tratta da Il Fatto Nisseno.it)