Immancabili le proteste e la maglietta (le temperature da felpa in Sicilia cominciano ad essere proibitive), elementi ampiamente previsti anche a queste latitudini per l’uscita di Matteo Salvini.

Il leader della Lega ha compiuto un mini-tour elettorale in provincia di Catania dove sono in corsa per le liste del movimento che porta il suo nome: prima una visita a Pedara, quindi il comizio a San Giovanni la Punta (che sulla polo, per esigenze di spazio, diventa S.G.La Punta). Ad attendere il leader della Lega, accompagnato dall’onorevole Angelo Attaguile, una piazza gremita di simpatizzanti. 

Proprio nella cittadina dell’hinterland di Catania, poco prima che Salvini arrivasse in piazza Raddusa, si sono registrati momenti di tensione fra le forze dell’ordine ed il gruppo #maiconsalvini. GUARDA LE FOTO

I manifestanti si sono presentati a San Giovanni la Punta con cartelloni con le scritte ‘Leghista fa rima con fascista’, ‘Salvini, Catania ti schifa’ o ‘Leghisti complici degli scafisti’, ma a parte qualche piccolo tafferuglio prima del comizio non si sono registrati disordini.

E il leader del Carroccio dal palco parla proprio del gruppo di contestatori: “Mi piacerebbe che fossero qui a contestare una politica che ha devastato la Sicilia. Vai a contestare Crocetta, Alfano, chi ha reso la Sicilia una terra in ginocchio’’.

Prima del comizio, però Matteo Salvini ha incontrato i giornalisti e parlando delle prossime elezioni amministrative non ha nascosto la propria soddisfazione per la presenza del movimento nell’Isola.

“Sono felicissimo – ha detto – perché fino ad uno, due anni fa sarebbe stato impensabile avere dei candidati sindaci ‘Noi con Salvini’ in terra di Sicilia. Mi aspetto partecipazione, coraggio e la voglia di cambiare perché qua tra viadotti che crollano, consiglieri regionali arrestati, paesi che non hanno l’acqua in casa. Tutti possono essere incolpati fuorché noi che non abbiamo mai governato qua. Possiamo essere una speranza per chi la speranza l’ha persa”.

Salvini ha anche commentato la sentenza emessa ieri a Catania contro uno scafista accusato della morte di 27 migranti nel maggio 2014. “Spero che sia ergastolo vero – ha detto –  ma sono convinto che se ci ritroviamo qua tra due o tre anni, questo l’ergastolo non se lo fa’ perche’ in Italia l’ergastolo non ce più per nessuno’’.

Il leader leghista poi rincara la dose:  “Assolutamente giusta la pena, pero’ io la darei anche a quelli che aiutano queste persone, perché il governo italiano comunque aiuta gli scafisti a fare il loro lavoro”.

Parlando, poi, del Cara di Mineo, il centro per richiedenti asilo che si trova in provincia di Catania, e della proposta di un commissariamento della struttura, Salvini sbotta: “Noi chiediamo la chiusura non il commissariamento. Questi sono centinaia di milioni di euro buttati via, che servono a qualcuno per dare lavoro e per prendere voti. C’è un’interrogazione parlamentare della Lega, che risale a dicembre e nessuno si è degnato di rispondere, ci sono delle inchieste aperte. Quel cara non va commissariato, va chiuso. L’immigrazione incontrollata va bloccata perché c’è chi ci sta mangiando”.

Non passa inosservato il ‘sogno di Berlusconi’ che ieri sera a Porta a Porta ha immaginato un progetto politico, sul modello americano, che possa unire tutti i moderati non escludendo lo stesso Salvini: “Ne riparliamo dal primo giugno e vediamo chi premieranno gli elettori – ha detto il leader leghista –. Io ho già una mia idea: penso che i moderati siamo sempre meno moderati e più incazzati  vogliono delle risposte chiare e decise e non delle vie di mezzo alla Alfano“.

Salvini è ancora più diretto quando parlando della situazione politica siciliana: “Non voglio fare minestroni, pasticciacci – dice – qua in Sicilia ci sono troppi inciuci destra, sinistra, Forza Italia, non si capisce niente. Noi con Salvini ha le idee chiare”.

E proprio sulle elezioni in programma a fine mese ha aggiunto: “Vediamo come voteranno i siciliani, i veneti, i liguri, i toscani, i pugliesi domenica prossima e in base al voto degli italiani i leader saranno quelli che gli italiani hanno scelto” .

effelle-far