Un mese fa circa inizia l’odissea dell’istituito comprensivo Mazzini/Gallo di Messina, ubicato al centro della città peloritana: vengono segnalate le prime avvisaglie di sgradite presenze all’interno dei locali scolastici.

Inizialmente, si rilevò la presenza di escrementi, subito dopo si assistette alla materializzazione dei roditori. L’allarme fu immediato. La dirigente scolastica, nell’adempimento del proprio ruolo istituzionale, decise di allertare gli organi preposti e di inoltrare le opportune rivendicazioni di intervento.

Iniziò proprio allora la nota serie di richieste agli organi competenti, rivelatesi tuttavia vane. Svariate furono le sollecitazioni che si susseguirono. L’Ufficio igiene del Comune di Messina – secondo quanto riferisce la preside, Venera Munafò – comunicò lo stato vigente di sospensione del servizio, rilasciando la promessa di verificare il plesso al momento stesso del ripristino.

In seguito, l’ufficio di Medicina Scolastica avverte della riattivazione del servizio. Lo scorso 19 novembre, infatti, arriva alla scuola Mazzini/Gallo finalmente una missiva, con cui si comunica l’approvazione della richiesta igienico-sanitaria avanzata della preside.

Ma, ad oggi, poco è stato compiuto, al di là di misure ‘tampone’ approntate in collaborazione con Messina Ambiente ed attraverso il ricorso all’ausilio di collaboratori interni. Non sono, poi, mancati contributi in danaro erogati dai genitori degli alunni, che hanno così reso possibile la realizzazione di opere materiali, manutentive, all’interno dell’istituito scolastico.

L’arma usata, per procedere alla manutenzione ordinaria dell’edificio e per far fronte alle emergenze quale quella in discorso è, dunque, l’autotassazione. Peraltro, l’unica possibile in uno scenario composto da ritardi burocratici e dalla difficoltà di gestione di un’emergenza così gravosa come quella igienica.

La preside Munafò auspica, pertanto, quale soluzione, l’erogazione di somme di danaro maggiori, che possano coprire le esigenze base degli alunni ivi iscritti, che sono, attualmente, sovvenzionate dai genitori, i quali emettono danaro e offrono beni di consumo, di fruizione da parte dei bambini tutti.