Comprendo che la lotta alla mafia e alle estorsioni è sempre una decisione e una scelta che impone rischi e sovraesposizione, ma è indubbio che senza la collaborazione di imprenditori e commercianti, diventa sempre più difficile il contrasto a cosa nostra. Se a Palermo sono stati raggiunti risultati straordinari che hanno determinato l’arresto di mafiosi ed estortori è stato anche grazie ad una forte ribellione civile da parte delle categorie produttive”.

A dichiararlo è Salvino Caputo, Presidente della Commissione regionale Antimafia, dopo il rifiuto dei commercianti messinesi alla sottoscrizione del questionario antiracket.

Episodi come quello di Messina – ha continuato Salvino Caputo – certamente rappresentano un passo indietro nella lotta contro la mafia e le estorsioni, in un territorio fortemente condizionato da cosa nostra che limita lo sviluppo economico e imprenditoriale di una delle province più importanti della Sicilia, nel cui territorio sono previste infrastrutture come quelle per la realizzazione del ponte sullo stretto, per milioni e milioni di euro”.

Fonte Comunicato Stampa