L’emergenza idrica di Messina è tenuta sotto osservazione anche dalla Protezione civile nazionale. E’, infatti, atterrato a Catania il capo nazionale del dipartimento, Fabrizio Curcio, che vuole constatare di persona quanto sta accadendo in Sicilia.

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Giunto poco dopo le 15, Curcio è subito partito alla volta di Calatabiano per prendere visione della situazione in loco prima di partecipare ad un vertice in prefettura a Messina previsto per le 16 ed al quale prenderà parte anche il presidente della Regione.

E’stato ancora una volta uno smottamento nell’area di Piano Piraino, nel territorio del comune di Calatabiano, in provincia di Catania, a provocare la falla nella condotta idrica del Fiumefreddo che serve ad approvvigionare Messina, la stessa andata in tilt dieci giorni fa per le medesime ragioni.

Stamani, alle 8.30 circa, le pompe di sollevamento dell’acqua sono state fermate dopo l’apertura di un foro che a causa della forte pressione zampillava fino a cinque metri d’altezza. Come previsto sono state azionate le valvole di scarico, ma proprio la spinta dell’acqua avrebbe prodotto continue perdite che hanno trasformato la zona di Piano Piraino in un pantano. E’ difficile lavorare in queste condizioni, ma sono sul posto i tecnici del Amam, la società che gestisce l’erogazione dell’acqua a Messina, e gli uomini della Protezione civile regionale.

Ciò che preoccupa tutti sono i movimenti della frana che potrebbero creare gli stessi disagi anche quando il guasto sarà riparato: in pratica quello che è avvenuto dopo l’intervento di alcuni giorni fa per il ripristino della condotta, vanificato dal nuovo smottamento causato dal maltempo delle ultime ore.

Insomma fino a quando la frana non sarà del tutto ferma è difficile ipotizzare una soluzione definitiva che possa mettere al riparo la condotta e garantire l’acqua ai messinesi.