Secondo i dati Istat relativi al mese di novembre, tra i comuni non capoluoghi di regione con più di 150mila abitanti, Messina si piazza al terzo posto per inflazione con un +0,4; il suo tasso d’aumento dei prezzi al consumo è inferiore solo a Parma e Livorno. Tuttavia, quest’ultime sono città molto diverse dal capoluogo peloritano, per quanto concerne la qualità di vita.

Anche se il trend inflazionistico italiano sembra rallentare e diversi altri capoluoghi del Belpaese registrano il fenomeno inverso ovvero la deflazione (diminuzione dei prezzi), e nonostante la città dello Stretto sia tra le più tartassate d’Italia per carico fiscale,  con l’aggiunta di gravi carenze nei servizi pubblici, ci toccherà metabolizzare quest’ennesimo paradosso economico.

In riferimento al dato nazionale che indica un rallentamento dell’inflazione su base annua al 1,3%, e al fenomeno della deflazione (presente in diverse città italiane), Ferderconsumatori e Adusbef commentano: “Segnali deboli, a tratti preoccupanti, provengono dal tasso d’inflazione – e aggiungono – la ripresa non è stabile come qualcuno vorrebbe farci credere, servono misure ad hoc”.