“Stop alla costante crisi idrica nel messinese: liberiamo la città dai padroni dell’acqua!”. E’ questo il titolo della petizione lanciata online da un comitato di cittadini e che in poche ore ha già raccolto oltre duemila firme.

LA PETIZIONE ON LINE

L’appello è rivolto al sindaco di Messina, Renato Accorinti, al presidente dell’Amam (Azienda Meridionale Acque Messina spa) Leonardo Termini, al governatore siciliano Rosario Crocetta, al prefetto di Messina Stefano Trotta, al presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi, al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio.

“Chiediamo agli organi competenti – scrivono i promotori della petizione di mobilitarsi immediatamente, non solo per fronteggiare l’odierna crisi dovuta alla frana nel Catanese, ma soprattutto per trovare soluzioni nel medio e lungo termine capaci di liberare Messina in via definitiva dai padroni dell’acqua e portarla così al pari degli standard europei, e non al pari delle condizioni africane”.

Messina è ‘a secco’ da sabato scorso, cinque giorni fa, quando nel territorio del comune di Calatabiano (Ct), una frana di piccole dimensioni ha danneggiato una conduttura d’acqua, provocando l’interruzione idrica.

“Una città di 250.000 anime messa in ginocchio da una frana verificatasi a 70 chilometri di distanza può sembrare paradossale, – continua la petizione – ma non è che il risultato di subdoli interessi economici che nel corso dei decenni hanno fatto si che l’approvvigionamento idrico mutasse dall’Alcantara al Fiumefreddo, rendendo di fatto Messina vittima dei padroni dell’acqua”.

La città dello Stretto sta affrontando la più grande crisi idrica mai vissuta. Ma in città non c’è mai stata una regolare erogazione dell’acqua: normalmente avviene solo nelle prime ore del mattino, andando via via diminuendo di pomeriggio per poi essere totalmente assente la sera. Durante gli anni il popolo messinese è stato quindi costretto ad attrezzare cantine e terrazze con cisterne autonome per fronteggiare il problema.

La crisi idrica perenne si amplifica ogni anno nel periodo estivo perché il Fiumefreddo, vista la diminuzione delle piogge, riduce la propria portata, lasciando Messina per intere giornate senz’acqua. Un problema che riguarda anche e soprattuto i numerosi piccoli centri collinari della provincia, dove il calo di pressione nelle condutture impedisce all’acqua di giungere a destinazione.