Michela Giuffrida sorride, stringe le mani dei colleghi con cui per anni ha lavorato e si concede ai microfoni per commentare il risultato elettorale che con quasi 92 mila preferenze, 91.893 voti per l’esattezza, l’hanno eletta al Parlamento Europeo. Ma forse un po’ per scaramanzia, ci tiene a precisare che al momento gli occhi sono tutti puntati all’exploit del Partito Democratico e che per la sua elezione si dovrà aspettare l’ufficialità…

“Innanzitutto io aspetterò la proclamazione – ha detto Michela Giuffrida – perché ho imparato che bisogna attendere l’ufficialità dei dati e quindi oggi vi posso parlare di un risultato straordinario, di un risultato meraviglioso, ma al momento parliamo di questo perché io sto con i piedi per terra. Tanti anni di mestiere mi hanno insegnato che bisogna andare cauti e quindi io sono più che cauta, ma non vi nascondo che sono felice…”

Sorridente, serena ed emozionata Michela Giuffrida, ha gli occhi lucidi: “Dedico questa vittoria al mio pubblico, ai siciliani, alla gente che mi vuole bene, a tutti quelli che mi hanno dato il loro supporto e ad una persona che più di tutti ha creduto in me, ma che adesso non c’è più”.

“Ma intanto da quando ci chiamiamo di lei?” – Scherza e sorride Michele Giuffrida quando una collega le fa una domanda. Quasi a volere sottolineare che da ‘eurodeputata’ non cambierà nulla. “Spero di portare tantissimo della mia esperienza perché io questa avventura l’ho fatta proprio perché io voglio portare il mio modo di raccontare questa terra in Europa. Io l’ho sempre detto, ho fatto tutta la campagna elettorale così e ci credo veramente: io voglio raccontare questa terra e continuare a fare quello che ho fatto fino ad oggi”.

L’analisi del voto e i risultati del Pd – “Non c’è dubbio che quello del Partito Democratico è stato un risultato straordinario – ha detto Giuffrida – e non c’è dubbio che ancora una volta i sondaggi sono stati clamorosamente smentiti, ci aspettavamo una vittoria di Grillo, ci aspettavamo disinteresse e anche una sorta di ostilità nei confronti delle proposte del Pd e della voglia del Pd di cambiare questo Paese e anche la Sicilia. E invece siamo stati tutti clamorosamente smentiti: questa è un’esperienza che non c’è dubbio peserà e peserà tanto. Vale e vince la proposta, il desiderio di riscatto e io ho sempre detto che doveva vincere il partito della speranza e ha vinto la speranza. Il 40% a livello nazionale è un risultato che ricorda gli antichi lustri della Democrazia Cristiana. In Sicilia è un risultato di poco minore, ma che certamente prevale sul risultato di grillo e questa è una enorme vittoria”.

Cosa porterà in Europa?

“I temi prioritari per la Sicilia sono certamente quelli che ho messo in cima al mio programma elettorale: il lavoro, frenare l’emorragia di cervelli dei nostri giovani che se ne vanno, sono lottare contro l’immigrazione clandestina, dando una mano a questi nostri fratelli che cercano aiuto e che disperati approdano in Sicilia. L’Europa deve avere una grandissima attenzione perché non siamo in grado di fronteggiare quest’onda che rischia di travolgerci da soli. C’è poi il rilancio dell’economia siciliana attraverso l’agricoltura, la pesca, il turismo e la voglia di infrastrutture. Noi dobbiamo smettere di essere isolati, siamo un’isola, ma dobbiamo uscire dal nostro isolamento”.