“Dopo che il premier Renzi ha incontrato i giovani delle start-up e gli italiani nella Silicon Valley americana, adesso il governo dovrebbe interessarsi anche delle eccellenze dell’hi-tech made in Italy”.

Per il segretario nazionale dell’Ugl Metalmeccanici con delega alla Microelettronica, Energie Rinnovabili e Green Economy, Luca Vecchio il tavolo nazionale sulla microelettronica convocato presso il MiSE in calendario per il 26 settembre è importante perché in Italia operano e producono le più rilevanti industrie del settore della microelettronica al mondo ma ciò nonostante non esiste, ancora, una politica industriale seria a sostegno delle aziende e dei lavoratori”.

“Spesso le multinazionali – prosegue -, come è avvenuto di recente per la Micron, sono costrette a delocalizzare verso Paesi che offrono condizioni di competitività nettamente superiori, così come avviene nella Silicon Valley”.

“Riteniamo – aggiunge – che per competere con gli altri Stati non sia sufficiente il credito d’imposta, così come il Mise ha dichiarato nei precedenti incontri del tavolo nazionale microelettronica, in quanto all’estero le aziende e i lavoratori trovano condizioni di competitività migliori come un cuneo fiscale e una pressione fiscale più favorevoli della nostra, una burocrazia più snella e più efficace, e possono inoltre contare sull’efficienza dei servizi e delle infrastrutture”.

“Si deve evitare – conclude – di addebitare al sindacato e allo Statuto dei lavoratori la causa della mancanza di competitività delle imprese: nel settore della microelettronica, infatti, da parte sindacale, sono stati realizzati accordi sull’orario di lavoro che hanno reso possibile il massimo sfruttamento degli impianti, come ad esempio il 21 turno in ST o il ciclo continuo in 3Sun di Catania”.