Un migliaio di lavoratori delle ex Province gia’ sono radunati in piazza Marina a Palermo, dove nella tarda mattinata si muoveranno in corteo diretti a Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea regionale. Lo sciopero regionale e’ stato organizzato dai sindacati confederali insieme a Casa Cosa e al coordinamento delle Rsu di tutte le province per per dire no ai tagli del governo nazionale e chiedere al parlamento siciliano di varare subito la legge di riordino di funzioni e competenze da assegnare ai nuovi Liberi consorzi, che hanno mandato in soffitta le 9 Province nell’isola con la legge di riforma approvata a marzo dello scorso anno dall’Ars.

Venticinque pullman carichi di lavoratori sono attesi a piazza Marina da tutta la Sicilia. “Chiediamo all’aula – dice il segretario regionale della Fp Cisl, Gigi Caracausi – di riprendere l’esame della legge Cracolici sui Liberi consorzi, naufragato per il voto d’aula che ha bocciato l’articolo 1”.

Della stesso avviso anche la Fp Cigl, secondo cui per consentire il funzionamento dei 9 enti siciliani al momento commissariati servirebbero almeno 30 milioni di euro.“La legge Cracolici – aggiunge il segretario regionale della Fp Cgil, Michele Palazzotto – consentirebbe di definire il problema dell’attribuzione di funzioni e competenze ai 9 nuovi Liberi consorzi e risolvere il tema del personale”.

Alle 13 i sindacati incontreranno il governatore della Sicilia Rosario Crocetta, subito dopo a Palazzo dei Normanni e’ previsto un incontro con il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone e i capigruppo dell’Assemblea regionale.

Aggiornamento delle 15.50: Domani la conferenza dei capigruppo dell’Ars si riunira’ per mettere in calendario l’esame in aula della riforma delle Province. E’ quanto emerso nell’incontro a Palazzo dei Normanni tra il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone, i sindacati confederali e i capigruppo, dopo la manifestazione dei lavoratori delle ex nove Province, che resteranno commissariate fino a luglio, quando il percorso del ddl dovrebbe essere concluso.

Secondo Ardizzone, il testo potrebbe approdare in aula il 30 giugno; il presidente dell’Ars ai sindacati ha ribadito la necessita’ di avviare un’interlocuzione tra i governi regionale e nazionale. Secondo quanto riferiscono fonti sindacali presenti all’incontro, esponenti dei partiti di maggioranza e opposizione hanno sottolineato che l’approvazione del ddl di riforma, pur necessaria, non risolve i problemi di ordine finanziario delle ex Province.