Cinquecento euro ciascuno per arrivare in Italia. E’ la somma che i migranti soccorsi e sbarcati a Catania dalla nave Dattilo hanno detto di avere pagato per il loro viaggio della speranza.

Partiti da una spiaggia libica, il 27 dicembre, sono stati soccorsi al largo dopo poche ore di navigazione.

Alla timone del gommone, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, c’era un cittadino del Senegal di 18 anni, fermato dalla Polizia e dalla Guardia di Finanza perché sospettato di essere lo scafista di un’imbarcazione carica di migranti.

Lamine Ndoye è stato individuato come unico conducente di un gommone, con a bordo 114 migranti, tutti di nazionalità sub-sahariana, soccorso al largo della Libia dall’unità della Guardia Costiera Dattilo.

Le indagini svolte dagli uomini della Squadra Mobile di Catania e del Gico della Guardia di Finanza di Catania, con il supporto di personale della Sezione operativa navale di Catania delle Fiamme gialle – hanno permesso di raccogliere significativi elementi indiziari a carico del cittadino senegalese ritenuto “scafista” del gommone soccorso.

I migranti prevalentemente di nazionalità camerunense, senegalesi, gambiana e della Guinea, sarebbero partiti la notte del 27 da una spiaggia libica e dopo poche ore sono stati soccorsi dalla Guardia Costiera. Il “viaggio” è costato circa 500,00 euro ciascuno, pagati in dollari ed in moneta locale libica.

Lamine è stato rinchiuso nella Casa Circondariale di Catania “Piazza Lanza”.

Tutti gli altri migranti dopo le operazioni di foto segnalamento compiute  dalla Polizia Scientifica, nonché tutte le attività amministrative compiute dall’Ufficio Immigrazione della Questura sono stati trasferiti al Nord Italia.