Per dare un profilo di questo veterano dello sport, in questo caso del calcio, mi necessitano pagine intere, per descriverlo. Cercherò di essere sintetico, ammettendo che non sarà facile: Il big in questione è Mimmo Grassotti (nella foto a destra).

Dopo aver frequentato il corso di Coverciano, ha esercitato in qualità di allenatore, contribuendo alla salvezza della squadra del Palermo calcio, con i suoi trentacinque anni era stato definito l’allenatore più giovane d’Italia. Tantissimi gli attestati di stima con lusinghieri traguardi raggiunti. Da allenatore, con la squadra Allievi (essendo stato selezionatore) della Lombardia è arrivato seconda al torneo nazionale in Sardegna. In seguito è stato osservatore di tante squadre di serie A-B.

Mi era stato riferito che il sopraindicato si trovava in una località balneare nel ragusano. Potevo perdere un’occasione come questa? Sicuramente no! Infatti, mi ero precipitato, con la mia inseparabile macchina digitale, con bloc-notes e penna, dopo due ore di viaggio, ho localizzato beatamente a godersi il sole della nostra Sicilia Mimmo Grassotti.
Ho Cominciato subito a non far pesare la mia intervista, scherzando mi ero rivolto all’interessato “ rimproverandolo” di rubare il nostro sole.

Mimmo, (avevo chiesto di poterci dare del tu, risposta ovviamente positiva) hai girovagato campi di calcio Nazionali e Internazionali, hai svolto compiti di Allenatore e di Osservatore, quindi immancabilmente hai conosciuto tante di quelle metropoli. Mi domando e ti domando, come mai qui nel ragusano?
La Sicilia è terra d’incanto, le forme di espressioni dei siciliani, il calore e il sole, ti sembrano niente? Ti obbligano a rivenire in questa terra.

Con la scusa di riposare non vorrei che stai “spiando” qualche elemento da proporre a qualche società?
Al momento sono fermo, aspetto che qualche società si faccia avanti per propormi qualcosa inerente alle mansioni che ho sempre svolto.

Tu, in passato sei stato allenatore del Palermo calcio (campionato 76-77 nd.r.), quindi hai avuto modo di conoscere la città di Palermo e i palermitani. A tal proposito?
Voi siciliani compreso ovviamente i palermitani, siete gente disponibile. Ricordo ancora oggi, a distanza di anni, quella calorosità che vi contraddistingue e vi valorizza.

Con il calcio come andiamo?
Vengo da una ricca esperienza internazionale e non solo, con squadre di serie A e B, a valorizzare e consigliare le giovani promesse.

Mimmo, perché il calcio è in crisi?
Non solo il calcio, tutti i settori hanno subito quest’ondata di mutamento improvviso.

Facciamo un discorso: visto e considerato la tua disponibilità, verresti in Sicilia ad allenare qualche squadra, qualunque fosse la categoria?
Ho sempre replicare in tante interviste che in Sicilia verrei ad allenare una squadra anche a piedi, perché qui da voi esistono le giuste motivazioni che spesso ti proiettano in alte sfere.

Allora dobbiamo aspettare che traballi qualche panchina?
No, faccio sempre gli scongiuri, non sarebbe esatto speculare sulle disgrazie d’altrui. Aspettare quanto stai affermando, non rientra nelle mie pretese e sicuramente non torna neanche nell’indole dei miei colleghi che in questo periodo stanno svolgendo un lavoro. Il calcio è sempre stata la mia essenza.

Di conseguenza se dovesse (è d’obbligo il condizionale) suonare il tuo telefonino e ti accorgeresti la provenienza della telefonata, capiresti subito che ancora il calcio ha bisogno di te?
È una cosa contraccambiata, nel senso che anch’io ho bisogno del calcio. Sono anni che sono nel mondo calcistico.

Tu conosci molti allenatori, tra questi chi vedi l’emergente?
Tutti gli allenatori di categoria, attualmente sono ben preparati, resta inteso che occorre dare del tempo, affinché le loro tesi siano assimilate dalla squadra.