rubinetto

Quando la privatizzazione dell’’ acqua non basta. È il caso, eclatante, di Misilmeri, comune di trentamila anime alle porte di Palermo, che ha vissuto, dal 22 novembre al 1 dicembre, un’’odissea fra numeri verdi dell’’Aps, sportelli comunali del servizio Acquedotto e servizi di rifornimento privati, per approvvigionarsi di un bene primario che è mancato: l’’ acqua.

Il 22 novembre scorso, a seguito di lavori effettuati dal Comune per il collaudo di un nuovo serbatoio idrico, si è verificata, alla riapertura delle saracinesche, la rottura di un tratto della condotta adduttrice Risalaimi, con conseguente interruzione dell’erogazione idrica in tutto il paese.

Il danno ha interessato un tratto di condotta abbastanza lungo, circa 1 chilometro, per la cui riparazione sono stati necessari diversi giorni di lavoro. Giorni in cui a Misilmeri i cittadini hanno dovuto fare i conti con i rubinetti a secco.

Molti di loro hanno fatto ricorso a privati per acquistare autobotti d’’acqua da utilizzare in casa; altri hanno assalito le fontane pubbliche armati di bidoni e recipienti vari. Altri ancora, i più fortunati, sono stati riforniti dalle autobotti della Protezione civile provinciale.

La situazione, – difficilissima,– è sfociata anche in violente proteste: un gruppo di cittadini esasperati hanno addirittura spostato dei cassonetti  dell’ ’immondizia, bloccando un tratto del corso principale, per far sentire la propria indignazione al Palazzo di Città. I telefoni cui segnalare la situazione o eventuali emergenze, infatti, rimanevano inesorabilmente irraggiungibili.

Nella notte di domenica 29 novembre, alle ore 3,30, dopo aver lavorato invano per 2 giorni, 24ore su 24, si è deciso di fermare gli interventi di riparazione e di sostituire un tratto di condotta molto danneggiato, pari a 130 metri, per il quale si attendeva fino a ieri l’arrivo del materiale.

Nel frattempo la portata in arrivo ai serbatoi è molto ridotta (fino a lunedì del 25%, ieri del 40%) ed è difficile servire tutte le zone del paese. Per le zone non servite, sono state impiegate autobotti della Protezione civile e di Aps.

“È evidente, – fa sapere Acque Potabili Siciliane, che, per consentire i lavori di sostituzione della condotta, ci sarà una nuova interruzione totale con nuovi disagi”. La situazione di emergenza durerà ancora due settimane circa, considerando i tempi di lavoro e quelli di messa a regime.

L’intervento di riparazione serve comunque a limitare i danni, in attesa che sia autorizzata dalle autorità competeti la realizzazione della nuova adduttrice Risalaimi. Le zone attualmente più in crisi risultano viale Europa, Via Roma, parte alta, Corso Aprile e Via Carso.

Intanto Misilmeri soffre. E si sconforta. Dal cielo piove, ma in alcune case non ci si può neanche lavare. “In quelle stesse case, – lamentano i cittadini, – arriveranno le bollette dell’’ acqua da pagare. Senza il conteggio dell’’ interruzione di pubblico servizio, che pure c’è stata”.