Se fosse un film si potrebbe intitolare il “caso Argentina“. Più che una spy story, in realtà si tratta di una commedia dell’equivoco. Attrici protagoniste: Nadia Spallitta, vicepresidente vicario del Consiglio comunale, e Federica Aluzzo, consigliere di Italia dei valori. Entrambe, mercoledì scorso si sono recate in missione a Roma per una visita istituzionale presso l’ambasciata d’Argentina. Sin qui nulla di strano. Oggi però durante la seduta d’Aula, il capogruppo del Pds-Mpa Angelo Figuccia ha sollevato il caso, reputando “uno spreco, in tempo di vacche magre, mandare in missione due consiglieri per la stessa cosa”. Anche se, a onor del vero, va detto che le note spese dichiarate dalla Spallitta e dalla Aluzzo si aggirano complessivamente sui 500 euro.

Tirando le somme, la presidenza del Consiglio riferisce che la missione romana della Spallitta è stata approvata; mentre alla Aluzzo è stata revocata la richiesta d’autorizzazione. Subito è scattata la corsa alle precisazioni da parte delle dirette interessate. “Sono stata delegata dal sindaco. Sono andata al consolato generale e poi all’ambasciata d’Argentina”, dice la Aluzzo, che ha fornito un report dettagliato della sua missione a Roma.

“Non so cosa sia successo – spiega la Spallitta –. Per quanto mi riguarda, ho seguito il protocollo ufficiale. So che la Aluzzo aveva un appuntamento al consolato, io invece sono stata all’ambasciata. A Roma, comunque, non ci siamo viste. L’obiettivo della mia visita è far inserire Palermo in un circuito internazionale in modo tale da incrementare il turismo”. In che modo? “Proponendo ai diplomatici, ad esempio, di spostare a Palermo (attualmente è organizzata a Roma, ndr) – aggiunge Spallitta – la festa nazionale dell’Argentina del 25 maggio. L’ambasciata ha dimostrato interesse ad avviare un rapporto di collaborazione stabile con Palermo”.

Programmi a parte, a far discutere è il “corto circuito” che si è creato tra la Spallitta e la Aluzzo. Una palla presa al balzo da alcuni consiglieri d’opposizione che, a mente fredda, hanno però corretto il tiro. “Il presidente del Consiglio – riferisce il capogruppo del Pds-Mpa Figuccia – ha alimentato l’equivoco, non dando la parola alla Spallitta che voleva chiarire la vicenda. La Spallitta mi ha detto che lei non aveva nessun titolo per impedire la presenza della Aluzzo”. Insomma, una vera e propria commedia dell’equivoco.