Continua la protesta dei 99 lavoratori a rischio licenziamento impiegati nel punto vendita ‘Mercatone Uno’ di Misterbianco, in provincia di Catania.

Le sigle sindacali catanesi Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs Uil hanno annunciato che “in riferimento al protrarsi della grave situazione venutasi a determinare a livello nazionale del ‘Mercatone Uno’ i lavoratori del punto vendita di Misterbianco prolungheranno lo sciopero nei giorni 7, 8 e 9 aprile 2015 per l‘intera giornata. In contemporanea, si terrà manifestazione dinanzi al punto vendita dalle 9,30 alle 20″.

Mercatone Uno: è protesta 

Ieri in strada sono scesi gli impiegati delle strutture di Palermo, Carini e Catania. Circa 200 i dipendenti delle filiali siciliane che non hanno alcuna certezza sul proprio futuro e hanno partecipato questa mattina a due sit-in davanti alle prefetture dell’Isola e al ministero del Lavoro a Roma.

L’azienda italiana nel settore della distribuzione di mobili, complementi d’arredo e prodotti per la casa, ha infatti presentato al Tribunale di Bologna domanda prenotativa di ammissione alla procedura di concordato preventivo. Il gruppo Mercatone Uno, presente sul mercato da quasi 40 anni, conta oggi 79 punti vendita di insegna, tutti in Italia, con 3.700 dipendenti e circa 11 milioni di clienti. Nell’Isola cento dipendenti operano a Catania, 40 a Palermo e una sessantina a Carini.

Mercatone Uno aveva comunicato nei mesi scorsi di essere in difficoltà a causa “dal perdurare della crisi e dal continuo calo dei consumi particolarmente grave nel settore dei beni durevoli, che ha determinato, a partire dalla ripresa autunnale dell’attività, una costante riduzione del fatturato, il tutto aggravato dal contesto deflazionistico a cui conseguono prezzi di vendita sempre più bassi e perdita di marginalità”. Il concordato preventivo serve a evitare il fallimento e garantire il proseguo delle attività. 

La protesta ha ottenuto i primi risultati. Il ministero dello Sviluppo economico si è impegnato a riconvocare le parti e ha preso atto della poca trasparenza dell’azienda mentre la Prefettura, che ha visionato una lettera inviata dai lavoratori, ha subito scritto al ministero invitandolo a considerare con la massima attenzione la vicenda. La prossima settimana a Roma è previsto un nuovo incontro.