Sale la tensione tra i lavoratori licenziati in attesa ormai da gennaio della mobilità e della cassa integrazione in deroga, ben 1.800 in tutta la Sicilia. Stamane circa trecento operai del comparto metalmeccanico e orafo-argentiero della provincia di Palermo, si sono riuniti in sit-in davanti la Prefettura del capoluogo siciliano per chiedere un incontro urgente con il governatore Crocetta.

Ad organizzare la mobilitazione i sindacati Fiom e Uilm. L’obiettivo è la modifica dell’accordo quadro del febbraio 2013 in modo che venga esteso a quanti sono stati esclusi e lo sblocco della cassa integrazione.

Ma c’è di più: da tempo i lavoratori aspettano l’istituzione di un tavolo tecnico all’assessorato regionale al Lavoro. “L’assessore Bonafede – dicono – ci ha assicurato che ci avrebbe aiutato, invece non è ancora successo nulla”.

Da sei mesi i manifestanti non percepiscono alcuna somma. “Tutto questo – denuncia Salvatore La Targia – l’ex ministra Fornero lo ha fatto perché non si rende conto delle nostre condizioni. Io sono stato licenziato da una fabbrica argenteria dopo 25 anni di lavoro. Ho 56 anni, nessuno mi assumerà più”.

La maggior parte dei lavoratori in protesta sono operai specializzati con oltre 20 anni di esperienza professionale che adesso denunciano la gravità della propria condizione. Dure le loro parole nei confronti del governo nazionale e regionale, e della classe politica accusata di non rinunciare ai privilegi e allo spreco di denaro mentre le famiglie sono sul lastrico.

“A Crocetta di noi non interessa niente – tuona qualcuno tra la folla – ci doveva incontrare e invece ogni volta ci viene riferito che è fuori sede o ha un impegno istituzionale. Forse vuole che scateniamo una rivolta”. 

“Il nostro interesse – commenta Giovanni Fileccio – operaio del settore automobilistico è anche avere un reinserimento al lavoro. Possediamo una professionalità maturata nel corso di tanti anni, non è possibile che tutto si concluda così”.

Poi, la provocazione. A lanciarla è Marcello Bevilacqua: “Ci dicono – puntualizza – che non ci sono soldi per accontentare le nostre richieste. Oltre alla confisca dei beni ai mafiosi, perché non confiscano anche i beni dei politici corrotti e ladri? Allora sì che salterebbero fuori somme consistenti per aiutare la gente“.

Il malcontento è generalizzato. Tutti condividono una osservazione: il denaro pubblico viene usato in malo modo. “Adesso a Palermo c’è il Festino di Santa Rosalia, perché questi soldi spesi inutilmente non li danno a noi?”

I rappresentanti sindacali sono stati ricevuti in mattinata dal Capo di Gabinetto della Prefettura. Maria Rosa Trio ha assicurato che si metterà in contatto con il governatore della Regione per riferirgli delle istanze dei lavoratori e sollecitare l’incontro con gli stessi.

“Dopo 15 sit-in senza alcun esito – riferisce Mangiapane della Fiom – finalmente abbiamo parlato con qualcuno. Il capo di gabinetto si è dimostrata molto disponibile. Ci risentiremo tra lunedì e martedì della prossima settimana per sapere cosa risponde Crocetta di fronte al nostro disagio”.