Completo gessato e Adidas ai piedi. Si presenta così Federico Moccia all’anteprima di ‘Universitari’, presentato al teatro Metropolitan di Catania. Il nuovo film, uscito nelle sale giovedì 26 settembre, ha già dato il via ad alcune aspre critiche su Moccia, i suoi mocciosi e sui cliquet che molti hanno riscontrato nella pellicola.

“So che tutti i miei film e i miei libri vengono etichettati come appartenenti al cosiddetto pianeta Moccia – spiega il regista durante il nostro incontro al Monastero dei Benedettini – un pianeta dove tutti sorridono e sono felici e i problemi non esistono. Ma non è esattamente così.” L’autore di ‘Tre metri sopra il cielo’ accetta le critiche, ma solo da chi prima si scomoda a leggere i suoi lavori e non da quanti parlano solo per seguire la massa anti-Moccia.

Uno scrittore e regista che ama i giovani, anche perché grazie a loro può rivivere alcuni momenti della sua giovinezza e che vuole dare loro voce, portare sullo schermo le loro vite, che non sempre sono perfette come quelle delle favole. E così in Universitari c’è Emma che ha perso il padre e vive un rapporto conflittuale con la madre, c’è l’iraniano fuorisede Faraz che deve scegliere tra l’amore per una ragazza (e restare, quindi, a Roma con lei) o l’amore per la sua terra (e accettare la borsa di studio a Teheran), c’è Alessandro che studia medicina solo per seguire la tradizione di famiglia, c’è Carlo che deve fare i conti con la sorellina ribelle e c’è Francesca che si prende la cotta per il prof. Tutti ingredienti che, vuoi o non vuoi, trovi davvero nelle vite dei giovani di oggi.

L’auditorium dei Benedettini durante l’incontro si spacca in due. Da una parte i ragazzi come Lorenzo, che criticano Moccia di essere troppo sognatore, in un momento in cui i giovani italiani hanno invece bisogno di aprire gli occhi e non di stare tre metri sopra il cielo. Dall’altra parte le ragazze, come Martina e Francesca, che attendono con ansia la fine dell’incontro per rubare una foto ed un autografo a Moccia e ai ragazzi del cast.

Dà fiducia comunque ai giovani Federico Moccia, mettendo sotto i riflettori ragazzi alle prime armi come nel caso di Maria Chiara Centorami, una ragazza di Vasto (Chieti) che si è presentata al provino sfoggiando un perfetto accento calabrese ed è riuscita a fregare lo stesso regista che le ha dato la parte di una delle studentesse del film, proveniente, appunto, dalla Calabria.

E dà fiducia alla Sicilia scegliendo il palermitano Primo Reggiani, l’unico attore con qualche esperienza in più sulle spalle, che si è messo in gioco dando anche delle dritte agli altri colleghi e che si è detto molto felice del fatto che il film sarebbe stato visto in anteprima a Catania, nella sua Sicilia.

“Siamo diventati davvero molto più che amici – ci dicono i ragazzi del cast ancora rapiti da questa esperienza- e lavorare con Federico è stato fantastico, perché è una persona comprensiva e preparata”.

Prima di salutarci citazione ad effetto e Moccia scomoda Steve Jobs, così invita i giovani a non mollare mai, ad inseguire i loro sogni, perché se si desidera davvero qualcosa, non è mai impossibile raggiungerla, volando sì tre metri sopra il cielo, ma con i piedi per terra.