Tre persone sono finite in carcere in un blitz condotto dai carabinieri contro quella che è stata definita dagli inquirenti ‘una cellula autonoma” di una organizzazione specializzata nel traffico di stupefacenti.

Gli arresti di oggi sono infatti il prosieguo dell’operazione ‘Intreccio’ del luglio 2014 che a Messina portò all’emissione di 11 misure cautelari nei confronti di altrettante persone e che oltre a far luce sull’organizzazione peloritana ha anche individuato un gruppo specializzato nel spaccio di cocaina a Catania e Giarre.

In manette sono finiti tre giovanissimi: Antonino Cosentino, 26 anni, Luigi Arena di 24 e Agatino Ecora, 25 anni, i quali secondo quanto scoperto dagli investigatori avrebbero avuto a vario titolo ruoli e competenze specifiche: dall’approvvigionamento della droga allo spaccio e alla riscossione dei crediti.

A capo della banda ci sarebbe quello che dalle intercettazioni viene definito ‘lo zio’. Nel corso delle indagini i militari dell’Arma hanno scoperto come gli spacciatori preferissero i contatti diretti con i clienti, ma al telefono usavano un codice. Così “motorino”, “macchina” o “camion” erano lo quantità della droga da spacciare anche se in qualche caso il quantitativo veniva indicato con il valore corrispondente (ad esempio “50 euro”).

I tre sono stati rinchiusi nel carcere catanese di Piazza Lanza, mentre è caccia al quarto del gruppo sfuggito al blitz.