E’ certo che la Regione non starà a guardare, come sempre del resto. Il documento dell’istituto è stato inviato al governo che prenderà una posizione ragionata e netta, pur tenendo conto dell’autorevolezza dell’Istituto superiore della Sanità”. L’assessore regionale al Territorio e Ambiente Mariella Lo Bello, commenta così il rapporto della commissione di esperti che sostiene che ” tutti i limiti previsti dalla legislazione italiana in materia di protezione della salute umana dai campi elettromagnetici sono attualmente rispettati in larga misura”.

“Il testo rileva però – aggiunge l’assessore – la natura puramente teorica delle valutazioni riportate impone comunque la necessità di verifiche sperimentali, successive alla messa in funzione delle antenne del sistema Muos, qualora quest’ultime vengano affettivamente installate”. Ma e’ solo un passaggio, quasi incidentale. Per il resto si afferma “non sono prevedibili rischi dovuti agli effetti noti dei campi elettromagnetici”.

Così, anche nell’ipotesi “poco probabile” di un puntamento delle antenne paraboliche “a livello del terreno, o comunque nelle direzioni di persone che potrebbero essere esposte al fascio principale, si ritiene che tali rischi possano essere considerati del tutto trascurabili”. Nessun rischio per dispositivi come “pacemaker e defibrillatori cardiaci impiantati”. Nè sono prevedibili, in relazione a ipotetiche interferenze su apparecchiature elettromedicali “particolari problemi, connessi alla messa in funzione delle antenne Muos in quanto i livelli di campo elettrico nei luoghi dove è possibile la presenza di tali apparecchiature sono inferiori a 0,6 V/m, compatibili quindi con i normali livelli di campo elettromagnetico di fondo”.