La relazione della commissione tecnica non dice che non ci sono pericoli per la salute, ma il Muos, in quanto tale, non costituisce un particolare pericolo per la salute delle persone perché l’intensità delle onde elettromagnetiche emesse dall’impianto è banale. Tuttavia, nell’area interessata che comprende i comuni di Niscemi, Butera e Gela, si registra una quantità di casi di malattie cronico-degenerative superiore al resto del territorio siciliano”. Così Mario Palermo, esperto nominato dalla Regione Siciliana a far parte della commissione tecnica composta per valutare i rischi sanitari sulle emissioni radar dell’impianto americano in costruzione a Niscemi.

Palermo sottolinea come il territorio compreso tra Niscemi, Gela e Butera risente già di un pesante inquinamento ambientale a causa della contemporanea presenza del petrolchimico dell’Eni e delle antenne del Muos precedentemente installate. “I dati sulla particolare incidenza di dati emersi – spiega Palermo – nel corso del tavolo tecnico sull’impatto ambientale delle aree a rischio istituito dalla Regione Siciliana nel marzo scorso”.

La relazione consta del documento vero e proprio stilato dagli esperti dell’Istituto superiore di Sanità, di circa 60 pagine, con allegata una nota di 8 pagine degli esperti della Regione Siciliana: lo stesso Mario Palermo e il docente del Politecnico di Torino, Massimo Zucchetti.

L’analisi dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) contenuta nel documento dell’Istituto superiore di sanità che esclude rischi per la salute dai campi elettromagnetici delle antenne Muos di Niscemi “è stata effettuata – si legge nella relazione – in alcuni casi sulla base di assunzioni semplificate ma sempre di ‘caso peggiore’ e sulla base dei dati forniti a questi Istituto dall’ambasciata Usa tramite il ministero della Difesa italiano, integrati da altri dati più cautelativi”. Per gli analisti “le grandi dimensioni delle antenne Muos, che possono giocare un importante ruolo nella percezione dei rischi per la salute da parte della popolazione, hanno l’effetto di rendere particolarmente estesa la regione di campo vicino”.

E “se ciò da un lato ha la conseguenza che i cilindri coassiali con le parabole, con base di diametro quadruplo rispetto alle aperture delle parabole stesse, nei quali è confinata la massima parte dell’energia elettromagnetica, e al di fuori dei quali i livelli di campo elettromagnetico sono almeno due ordini di grandezza inferiori al valore di attenzione previsto dalla normativa italiana, si estendono almeno per una ventina di chilometri, dopo di che quando il fascio di radiazione comincia a divergere, le distanze sono tali che le esposizioni ai lobi secondari della radiazione messa, che potrebbero coinvolgere la popolazione, sono trascurabili”.