Una serata di grande musica con musicisti provenienti da tutto il mondo. Dopo il successo del concerto di Roma alle Terme di Caracalla, con l’originale rilettura della Carmen di Bizet, i musicisti dell’Orchestra di Piazza Vittorio, dopo più di due anni, sono tornati in Sicilia con un evento speciale a Castel di Tusa, nel Messinese.

Sabato 28 giugno, davanti al Museo-albergo Atelier sul Mare, l’ensemble multi-etnico si è esibito in un concerto promosso dalla Fondazione Roma-Mediterraneo ed organizzato da Civita Sicilia con BiBa Tour Srl, grazie alla collaborazione di Antonio Presti. La serata è stata dedicata all’album “L’Isola di Legno”, il disco con cui l’orchestra ha celebrato i dieci anni di attività.

Sul palco sono saliti tredici musicisti provenienti da sei paesi diversi. Un crogiolo di lingue e culture per una serata musicale dal respiro internazionale. L’orchestra ha regalato al pubblico siciliano brani che fondono insieme reggae, pop, jazz, folk, musica latina e “colta”, con alcuni pezzi tratti dalla rilettura del “Flauto Magico” di Mozart. Un concerto dall’anima cosmopolita, dall’Africa, al Sudamerica fino all’Europa, per un vero e proprio melting pot musicale, frutto di un lavoro corale che dura ormai da anni e che ha portato l’Orchestra di Piazza Vittorio ad esibirsi nei paesi di tutto il mondo.

“Torniamo in Sicilia dopo due anni e mezzo, in una terra che io amo molto e che molti dei musicisti dell’orchestra hanno conosciuto quando sono arrivati in Italia”. Così commenta il concerto Mario Tronco, direttore dell’Orchestra di Piazza Vittorio. “Portiamo qui il nostro concetto di musica, – ha aggiunto – spaziando dalla etnica alla classica. In fondo, l’Isola di legno non è altro che una metafora del palco, una zattera che dovrebbe approdare in una terra promessa ma che, alla fine, diventa essa stessa terra promessa, in quanto palcoscenico”.

“È un concerto che parte dal presupposto che la meraviglia dell’arte è la strada maestra per una visione nuova e per una ripresa del nostro Paese, che secondo molti è in una crisi irreversibile”, spiega il Presidente della Fondazione Roma-Mediterraneo, Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele. “Io dico, invece, – prosegue il Presidente Emanuele – che soltanto se si concentrano gli sforzi nella tutela del territorio e nel rilancio dell’arte si potrà uscire dalla crisi. Per questo evento ho scelto l’Orchestra di Piazza Vittorio perché è un’orchestra multietnica, sono presenti quasi tutte le etnie che circondano la nostra Sicilia, quindi meglio di ogni altra rappresenta quella visione di intercultura, in prospettiva del dialogo politico e interreligioso che auspico da sempre. Siamo tutti figli della stessa terra, nonostante le distinzioni di religioni e culture”.