Essenziale, ribelle e insulare. Si definisce così Felice Briguglio, in arte ‘Felice Marsili De Medici’, catanese, 38 anni. “Ma non chiamatemi cantautore, è ancora troppo presto…”.

La sua musica è il punto da cui ha voluto provare a ripartire. Una clip girata sull’Etna accompagna le note di ‘Se ci sei’, cover di Umberto Bindi.

A 6 anni guardava incantato il cugino più grande suonare. Inizia a 11 anni la sua ‘carriera musicale’  con la partecipazione a vari gruppi rock del catanese fino a 18 anni quando diventa autore, interprete e cantante del suo gruppo. I primi passi sono con un repertorio di brani cantati in lingua inglese, ma presto si dedica interamente a scrivere musica inedita in italiano.

I riferimenti musicali sono stati sempre il rock, sia italiano che anglosassone, ma anche i cantautori che Felice ha continuato a scoprire sempre di più.

Dopo una parentesi a Parigi che lo ha visto impegnato nella produzione di musica elettronica con il nome di Mondo Terminal, torna a un nuovo progetto che prosegue e riassume i suoi trascorsi.

Adesso Felice Marsili De Medici, perché? 

Mi piace l’idea di quello che contiene lo pseudonimo: Felice è il mio nome di battesimo. Marsili è il nome di un vulcano sommerso che si trova al largo delle Isole Eolie, molto attivo anche se poco conosciuto ma per me molto evocativo e De Medici perché richiama il periodo rinascimentale italiano, che appare oggi tanto prezioso quanto lontano e irriproducibile, in cui l’uomo era centrale e le doti creative, intelligenza e l’amore per l’arte erano molto valorizzate.

Oggi Felice è solo, ma con la sua musica: qual è il progetto?

Ci tenevo a lavorare ad alcune canzoni cui sono molto legato ma che non hanno trovato spazio nel repertorio delle mie precedenti esperienze musicali, rimaste quasi abbandonate per diversi anni, ma che hanno resistito nel tempo e che oggi, in una veste completamente nuova, compongono due EP, il primo dei quali si chiama “Attento ai desideri”.

Sono tutte composizioni mie nel testo e nella musica, ma il video con cui ho deciso di ‘uscire’ è un rifacimento di un brano di Umberto Bindi, esponente della cosiddetta “scuola di Genova”. E’ una canzone si chiama ‘Se ci sei’ che è stata pubblicata nel ’60. E’ un pezzo dalla spiccata musicalità, dolce e melodico: è stato un vero e proprio colpo di fulmine, il pezzo giusto per me…

“E’ un inno ad un grande amore, in cui si esprime la necessità che l’altra persona sia presente per rendere tutto migliore, per fare tornare l’estate anche se è inverno”.

“Ma per me in realtà, è un vero inno alla musica. Ascoltando le parole è possibile immaginare – racconta Felice – che si parli non di una persona, ma della musica e del potere rigenerante che possiede. Inoltre il mio incontro con questo testo arriva in un momento di grande scoramento, ma che mi ha dato l’input per continuare a fare musica”.

Un videoclip girato sull’Etna? 

Sì. Il video è stato girato sull’Etna perché volevamo un’ambientazione naturale, universale, ricco e intenso dal punto di vista visivo. E di questo video ringrazio il regista Victor Ortega, uno spagnolo innamorato pazzo della Sicilia.

 Tre parole per Felice?

Essenziale, ribelle, insulare. Essenziale perché amo andare oltre, scoprire il cuore delle cose e viverle profondamente attraverso la musica. Ribelle rispetto ai consueti canoni musicali per cui cerco sempre una visione personale della forma canzone. Insulare perché sono fermamente convinto dell’unicità che il fattore geografico conferisce alla musica prodotta in Sicilia. Basterebbe fare qualche nome come Franco Battiato, Mario Venuti o gli Uzeda o Cesare Basile, tutti artisti da cui ho imparato tantissimo e che hanno dato tanto alla musica italiana e non solo.