Gongola Articolo 4 che in Europa manda Michela Giuffrida con quasi 92 mila preferenze, ma gongola soprattutto il Partito Democratico che anche in provincia di Catania è stato il più votato.

Carte alla mano e dati appena ‘sfornati’, il segretario provinciale dei democratici Enzo Napoli ne riporta uno su tutti: il Pd ha ottenuto alle elezioni europee quasi 120 mila voti con una percentuale del 31,13 % rispetto agli 80 mila delle scorse europee. Un dato che Napoli attribuisce principalmente “al lavoro, la presenza e al carisma di Matteo Renzi”.

IN PROVINCIA DI CATANIA IL PD E’ IL PIU’ VOTATO 

“L’idea di un leader capace di cambiare le cose e affidabile – ha commentato Napoli – è l’affermazione delle forze democratiche non solo in Italia, ma anche in Europa”. Il Partito Democratico  ha eletto nella Circoscrizione Sicilia-Sardegna tre deputati europei: Renato Soru, Caterina Chinnici e la catanese Michela Giuffrida.

Ed è proprio su Michela Giuffrida e sul suo strepitoso risultato elettorale che Napoli si è soffermato: “Sicuramente nel dato della provincia e in Sicilia ha contribuito Articolo 4 – ha precisato il segretario provinciale – un sostegno determinante che ha fatto la differenza. Ma una larga parte del risultato è del Pd e di quegli elettori che avrebbero comunque scelto Pd e hanno scelto il consenso di una candidatura sicuramente tra le più azzeccate quella di Michela Giuffrida”.

“Tanti voti andati al Pd senza preferenza, rappresentano un’ondata politica positiva – ha aggiunto Napoli – un dato positivo che ci incoraggia a continuare su questa strada per consolidare quell’attaccamento al territorio indispensabile nella crescita del rapporto con gli elettori”.

In conferenza stampa, nella sede catanese del Pd, convocata per analizzare il voto si è parlato anche di amministrative. Il Partito Democratico non ha aletto alcun sindaco. ‘Galeotta’ la frammentazione e le correnti interne ai democratici.

“Non abbiamo vinto nei comuni dove si è andato al voto, ma ci siamo andati molto vicini. In ogni caso il dato delle amministrative è un dato molto parziale che non può in ogni caso offuscare il dato delle europee che invece è stato assai importante. Non vogliamo enfatizzare questi risultati ma è chiaro che il dato sia a livello nazionale, sia in Sicilia che in provincia sottolinea la fiducia da parte degli elettori è anche una grande responsabilità”.

A Motta Sant’Anastasia il Pd ha pagato lo scotto di una candidatura non unitaria. “Il candidato più accreditato era Daniele Capuana – spiega Napoli – il suo risultato non è una vittoria, ma neanche una sconfitta. Paghiamo la divisione nel gruppo territoriale che si è intestardito a volere continuare la battaglia politica (con Danilo Festa ndr). Con le primarie non avremmo risolto nulla, ma attorno a Capuana avremmo potuto costruire una squadra di governo. Quello che faremo da adesso all’indomani del voto. Getteremo le basi per un nuovo progetto politico”.

Ad Acireale, al ballottaggio non va Seby Leonardi, arrivato terzo, che secondo Enzo Napoli “sarà un riferimento del Partito Democratico2. Ad Aci Castello, invece, il Pd manda in consiglio due eletti per la prima volta.

Soddisfatta del ‘suo’ Pd Concetta Raia, deputato regionale: “Non pensavamo che il vento fisse così positivo, Renzi e’ una forza che ha trascinato anche la Sicilia e i candidati se non fosse stato così il risultato sarebbe stato più modesto. Il Pd e’ il partito che interpreta rinnovamento e futuro del paese. A livello regionale, al presidente Crocetta e ai dirigenti rivolgiamo un appello, senza che qualcuno giochi con le divisioni bisogna assumere il ruolo di cambiamento della Regione perché la gente chiede questo. Responsabilmente bisogna fare un bagno di umiltà e non rilanciare: riforme in tempi veloci, non c’è tempo da perdere”.

Per Enzo Bianco: “Il Pd è il primo partito in Italia da quando è stato costituito. E’ un premio, ma anche una cambiale cose importanti da fare azioni sul piano delle riforme, ma soprattutto economico e sociale. In Sicilia è un’apertura di credito. C’è il tempo di litigare e quello di unirsi e costruire qualcosa e lo dico al presidente della Regione”.