La Sicilia è in ginocchio. Sono sempre più numerose le imprese costrette a chiudere i battenti, aumenta il numero degli inoccupati, sono migliaia gli operai in cassa integrazione a causa della crisi di stabilimenti produttivi che sono stati un tempo fiore all’occhiello dell’economia isolana.

E’ stato istituito oggi a Palermo un Tavolo tecnico sulle politiche di sviluppo voluto dagli assessori regionali al Lavoro, Giuseppe Bruno, alla Formazione e all’Istruzione, Nelli Scilabra, ed alle Attività produttive, Linda Vancheri. Gli esponenti della Giunta Crocetta hanno incontrato oggi a Palazzo d’Orleans, le parti sociali per avviare un confronto sulle politiche e sulle iniziative di sviluppo e di rilancio dell’economia in Sicilia.
Gli assessori, poi, hanno annunciato la costituzione di una cabina di regia per “coordinare insieme le azioni per lo sviluppo e di rilancio dell’economia isolana”.

In attesa di capire quanto il Tavolo possa essere risolutivo della grave situazione di crisi, sono molte le priorità del mondo del lavoro sulle quali intervenire. I primi a indicarle sono i sindacati. Per Filippo Virzì dell‘Ugl Sicilia è “inedito che tre assessori si siano ritrovati in sinergia ad inaugurare un tavolo che si prefigge di aprire una cabina di regia, ma per rilanciare l’economia territoriale e, quindi, creare lavoro, non bastano le buone intenzioni: è indispensabile una programmazione unica, oculata e semplificata”.

Dello stesso avviso Monica Genovese, della segreteria Cgil Sicilia, che ha partecipato all’incontro: “Prendiamo atto della volontà del governo regionale di riaprire una discussione sulla programmazione e sullo sviluppo. Questa dovrà partire da una radiografia delle vertenze aperte e da un’attenta verifica delle potenzialità che ha la nostra isola di offrire sblocchi occupazionali. Le due cose andranno messe in relazione per dare risposte alle esigenze del mondo del lavoro”.

L’esponente della Cgil pone l’accento sul tema della formazione professionale “sul quale – ha detto- urgono risposte immediate perché si corre il rischio a partire da agosto dell’avvio delle procedure di licenziamento dei lavoratori da parte di molti enti”.