Si è concluso dopo le 3 di notte l’incontro fra il Presidente della regione Rosario Crocetta e il segretario regionale del Pd Fausto Raciti, convocato d’urgenza ieri dopo l’ufficializzazione del governo Crocetta quater.

Quando sembrava che finalmente si fosse usciti dall’impasse con la nascita del nuovo governo è scoppiato il caos sulla mancata nomina di un assessore in quota Area Dem di Lupo e sull’ingresso, inatteso, di Antonio Fiumefreddo in quota Pd. Un incontro lungo ma che non è servito a chiarire l’ equivoco fra il presidente ed il Pd.

Secondo indiscrezioni Crocetta si sarebbe detto disponibile a far fare un passo indietro a uno dei suoi due assessori nominati per far spazio all’uomo (o più probabilmente alla donna) di Lupo, ma Raciti portava un mandato preciso (stavolta) del suo partito. non basta l’ingresso dell’assessore in quota Lupo ma serve un passo indietro di Antonio Fiumefreddo per evitare tensioni fra le componenti Pd.

Crocetta, però, offrirebbe il posto di Cleo Li Calzi ex tecnico in quota a Cracolici e ora entrata come assessore del Presidente gradito a Psi Megafono ma che proprio Psi e Megafono non riconoscono. In realtà qualche deputato è pronto a ‘caricarsi’ l’assessore Li Calzi ma non tutti.

C’è poi Crocetta che ribadisce come non sia possibile chiedere di nuovo a Fiumefreddo di farsi da parte come già avvenuto lo scorso anno alla formazione del precedente governo.

Dunque punto e a capo e nulla di fatto. e intanto da Roma non arrivano notizie confortanti in vista dell’incontro di lunedì prossimo che dovrebbe servire a trovare i fondi necessari per chiudere il bilancio di previsione 2016 della Sicilia.

Renzi, infatti, ha già detto di no al fondo salva Piemonte (in deficit di ben 6 miliardi di euro) e sarebbe orientato ad un no netto e preciso anche nei confronti del fondo salva Sicilia. la regione chiede, infatti, un intervento di 1 miliardo e 400 milioni nel 2016 e poi un cambiamento del sistema di contribuzione per far diventare stabili i trasferimenti negli anni successivi mettendo sul piatto la cessione di una parte della propria autonomia attraverso la modifica dello statuto con riforma costituzionale.

Il buco complessivo è da due miliardi ma Baccei conta di trovare 600 milioni per ,metà attraverso nuovi tagli e pe rmetà attraverso la vendita di immobili. Ma a Roma non credono molto alla valorizzazione immobiliare. E le tensioni politiche non aiutano di certo la trattativa economiza