“Un nuovo soggetto politico insieme ad Ncd entro fine luglio. Un progetto aperto a tutti, moderno e funzionale per arginare il decadimento della ‘smart politica’ “.

E’ secca e chiara la risposta dell’Udc all’appello di stamani di Ncd nel quale Alfano e compagni chiedevano alla maggioranza che sostiene Crocetta di mollare il presidente della Regione e agli ‘amici’ dell’Udc di completare il percorso comune verso la nascita del nuovo soggetto di centro ‘Area Popolare’.

Una formazione che, nascendo, porta Ncd e Udc fuori dal doppio  equivoco che li vedeva alleati a Roma e non a Palermo, così come Ncd al governo con Renzi e non con Crocetta.

“La ricreazione è finita. Ci sono delle riforme importanti da fare a cominciare da quella delle Province – ha detto il presidente dell’Udc Gianpiero D’Alia durante il comitato regionale dei centristi che si è svolto oggi pomeriggio a Caltanissetta – . Sono state alla base dell’accordo politico con gli elettori fatto con Crocetta e il Pd prima delle elezioni regionali. Se salta quella delle Province noi non ci saremo piú. Chiediamo chiarezza al presidente della Regione. È finito il tempo dei teatrini e del circo Barnum”.

“Il presidente della Regione Crocetta ha l’obbligo morale – ha continuato D’Alia – con i siciliani di riferire in Aula all’Ars e chiarire che la sua azione, sulle vicende che riguardano la Sanità, non è stata mai condizionata da rapporti di amicizia personali”.

Ma l’Udc va giù duro anche quando parla di sanità sostenendo che serve il nuovo assessore, dopo le dimissioni di Lucia Borsellino: “Bisognerà trovare un nome che per qualità morali e competenze sia allo stesso livello della Borsellino”.

Tornando a parlare di politica “Nei confronti di Ncd siamo coerenti con il percorso che ci ha visti insieme alle scorse elezioni europee. Riprendiamo da qui per costruire un nuovo soggetto politico aperto a tutti, moderno e funzionale. Bisogna partire subito, entro il 31 luglio. Abbiamo perso giá troppo tempo”.

“Gli spazi esistono, la politica deve ritrovare la sua ragione pedagogica – conclude l’ex ministro -. Ci siamo abituati negli anni alla smart politica, che affronta i problemi in superficie e che non va a fondo sulle questioni che contano, generando anche un peggioramento culturale nella società”.

A conti fatti il progetto sembra sia ormai definito. Si sta al governo ancora nove mesi e intanto si preparano le elezioni anticipate per aprile del prossimo anno.